Finanziaria, Camera: governo incassa la fiducia Fini agli ex An: "Uniti nei problemi con la Lega"

La Camera vota la fiducia al governo sulla Finanziaria. Dopo l'attacco del presidente della Camera al governo, Tremonti ricuce: &quot;Rapporto buono&quot;. Bossi si schiera: &quot;Io sto con la maggioranza&quot;. Intanto<strong><a href="/interni/fini_gioca_conta_fedelissimi/17-12-2009/articolo-id=407496-page=0-comments=1"> Fini gioca alla conta dei fedelissimi</a></strong>

Roma - Con 307 sì, 271 no, e 2 astenuti l’Aula della Camera ha votato la fiducia al governo sulla Finanziaria. Il via libera di Montecitorio al provvedimento è previsto per domani. La manovra tornerà al Senato per il "disco verde" definitivo la prossima settimana. Dopo l'attacco del presidente della Camera al governo, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ricuce: "Rapporto buono". Il collega alle Riforme, Umberto Bossi, si schiera: "Io sto con la maggioranza". Intanto Fini incontra gli ex An: "Restiamo uniti. Il tempo darà risposte".

I lavori alla Camera In mattinata dieci di minuti di colloquio, in Transatlantico a Montecitorio, tra il Fini e il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. I due si sono parlati durante la chiama per il voto di fiducia sulla Finanziaria. "Con Fini i rapporti sono sempre buoni. Non sono queste le cose che causano divisioni. Assolutamente", ha assicurato il titolare del dicastero di via XX Settembre assicurando che spiegherà "le ragioni del ricorso alla fiducia" nel corso di una conferenza stampa sulla manovra che si dovrebbe tenere nei prossimi giorni.

Fini incontra gli ex An Affrontare in modo unitario i tanti problemi dentro il Pdl, nel rapporto tra lo stesso Pdl e la Lega. Questa la richiesta che Fini ha rivolto agli ex aennini del Pdl durante un pranzo a Montecitorio. Secondo quanto si apprende Fini ha voluto riunire i suoi per "fare gli auguri di Natale", ma soprattutto per ’fare il punto sui tanti problemi dentro il Pdl nel rapporto tra il Pdl e la Legà. "L’auspicio - spiegano le stesse fonti - è che questi problemi vengano affrontati in modo unitario da parte di chi fino a ieri faceva parte di An". "Sarà il tempò è stata la conclusione del presidente di Montecitorio, a dare le risposte". Alla riunione, tra gli altri, hanno partecipato Ignazio La Russa, Altero Matteoli, Gianni Alemanno, Italo Bocchino e Adolfo Urso.

La legittimità della fiducia Sulla polemica di ieri, ha cercato di chiarire il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, spiegando che "la richiesta del voto di fiducia è coerente con il vincolo che lega costituzionalmente esecutivo e parlamento. Non è un espediente tecnico, ma una diretta assunzione di responsabilità, alla quale legare un giudizio più complessivo". Secondo Cicchitto, "in discussione è la valutazione dell’attività di governo e della sua capacità di far fronte ai problemi di prospettiva". "Questa legge finanziaria - sottolinea l'esponente del Pdl - completa l’azione fin qui svolta, dopo essersi avvalsa del contributo determinante del dibattito svoltosi in commissione. Alla base del maxiemendamento proposto dal relatore essa rappresenta - conclude - un atto fondamentale della politica del governo"