Finanziaria, la Corte dei Conti: "Aumentate tasse e spesa"

Ennesima stroncatura della Finanziaria: "Preoccupazione e perplessità per la manovra. Il tesoretto andava usato per ridurre il deficit. Non si è pensato al futuro". Il presidente Lazzaro boccia anche la "strategia del rinvio" sugli statali

Roma - La situazione dei conti pubblici e le scelte effettuate per la copertura delle misure introdotte in Finanziaria "destano perplessità". Dopo le stroncature alla manovra di Padoa-Schioppa da parte di Fondo monetario internazionale e Unione europea si aggiunge quella della Corte dei Conti. Il presidente Tullio Lazzaro evidenzia che le perplessità "non possono che accentuarsi non avendo destinato l’extragettito alla diminuzione del disavanzo e del debito". Il punto critico, osserva, "non è tanto un livello accettabile del disavanzo quanto margini di manovra futuri". In particolare, vista "la patologia cronica del Paese sul fronte della spesa", è evidente che "i margini di azione saranno ristretti in un contesto economico meno favorevole". Cioé si è pensato al presente e non al futuro. Detto questo, la Corte dei Conti evidenzia anche come fosse "possibile rivedere al ribasso all’1,8% il rapporto deficit/pil 2008". Al contrario, la manovra "corregge in senso peggiorativo il saldo tendenziale".

Tesoretto a rischio Secondo la Corte dei Conti infatti potrebbero mancare all’appello 3,6 miliardi rispetto ai 5,9 di tesoretto stimati nella nota di aggiornamento. L'istituto critica inoltre il Governo perché ritiene non sia "chiaro" come sia stato calcolato l’extragettito. Il presidente della magistratura contabile chiede infatti di sapere se sia stato calcolato "tenendo conto dell’andamento di tutte le entrate correnti o dell’aggregato che comprende solo le entrate tributarie ed i contributi sociali. È un dubbio che va chiarito - dice Lazzaro - perché in base al monitoraggio condotto dalla Corte dei Conti risulta un andamento fortemente negativo delle entrate erariali extra tributarie". La Corte dei Conti calcola infatti che il cattivo andamento di alcune voci di entrata nei primi 9 mesi potrebbe ridurre l’extragettito stimato nella nota di aggiornamento da 5,9 a 2,3 miliardi.

Aumento delle tasse e della spesa pubblica "Il nodo della questione della finanza pubblica resta, nel breve periodo, non risolto". Il presidente, Tullio Lazzaro, spiega infatti che "il quadro alla base della manovra di bilancio per il 2008 ci prospetta una situazione dei conti pubblici e scelte di copertura dei maggiori oneri che non possono - appunto - non destare perplessità e preoccupazione. Come nel 2006 e nel 2007 - aggiunge - è caratterizzata da una continua revisione verso l’alto delle stime sul gettito fiscale e da un significativo, anche se minore, scostamento della spesa primaria dagli obiettivi programmatici". Aumentano le tasse e, di pari passo, la spesa pubblica.

Male il rinvio sugli statali La scelta "di rinviare l’individuazione delle risorse necessarie per la definizione dei rinnovi contrattuali del biennio di competenza (2008-2009)" per gli statali è "una scelta non priva di implicazioni negative rilevanti" aggiunge il presidente della Corte dei Conti Tullio Lazzaro nel corso dell’audizione sulla Finanziaria davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Per la Corte dei Conti con questa scelta si conferma "un sistematico diasallineamento temporale tra programmazione finanziaria e decorrenza dei contratti". In questo modo "viene di fatto istituzionalizzato il rinvio della contrattazione quanto meno all’esercizio successivo a quello di teorica vigenza degli accordi". La Corte dei Conti sottolinea al proposito le "conseguenze negative in termini di incremento dei costi del personale".