«Una Finanziaria firmata dall’estrema sinistra»

«Padoa-Schioppa ha parlato come il manifesto di Rifondazione contro i ricchi»

Antonio Signorini

nostro inviato a Capri

«Io sono sempre a fianco dei volonterosi». Pier Ferdinando Casini sa di giocare in casa. Innanzitutto perché è il primo esponente del centrodestra a intervenire al convegno dei giovani imprenditori di Confindustria (oggi toccherà a Giulio Tremonti) che quest’anno dominato dallo spettro di una Finanziaria sbilanciata a sinistra e quindi problematica per le imprese. Non sorprende quindi che le sue argomentazioni contro il governo siano accolte con favore. «Quando ho sentito Tommaso Padoa-Schioppa ripetere in Parlamento le stesse parole, magari con una forma più educata, del manifesto di Rifondazione comunista contro i ricchi, mi sono detto che questa finanziaria è la dimostrazione dell’ipoteca che l’estrema sinistra ha messo su tutta la legislatura». Fanno breccia le sue argomentazioni sulle pensioni. Senza la riforma «lo scontro generazionale sarà inevitabile. I giovani faranno una rivoluzione contro di noi». E piace anche il suo sì a un accordo con i moderati dell’Unione. «È la linea di tutte le persone ragionevoli». Così come il no alla piazza. «Scampagnate», che non servono. Il nostro compito è fare una battaglia in Parlamento cercando interlocutori moderati».
Come Daniele Capezzone della Rosa nel pugno, che ha lanciato il tavolo dei volonterosi, cioè accordi tra i liberali di entrambi gli schieramenti per cambiare la finanziaria? Oppure con Francesco Rutelli…
«Rutelli, che è una persona seria, in un’intervista ha detto che è stato il garante della mancata reintroduzione della tassa di successione. Forse non si era accorto che l’avevano reintrodotta sotto smentite spoglie. Comunque sì, con lui, con i radicali, con l’Udeur. Con chi non è soddisfatto da questa finanziaria sbilanciata sull’estrema sinistra. Una finanziaria pessima, che deriva da un’impostazione classista. Sono convinti che si debba fare redistribuzione del reddito sul piano legislativo. È una manovra tutta impostata sulle tasse, non ci sono tagli alla spesa. Non sono riusciti a ridimensionare l’influenza della sinistra nemmeno ora a inizio legislatura e quindi mi pare che in futuro non potrà che andare peggio».
Nella manovra ha trovato le misure a favore della famiglia, che il suo partito chiedeva ai tempi del governo Berlusconi?
«Se una famiglia decide di andare in vacanza a Rimini per due settimane in una pensioncina paga una imposta di soggiorno che vale 5 euro a testa e a pernottamento, quindi 280 euro. Basta questo ad azzerare i vantaggi fiscali per le famiglie a basso reddito».
Cercherete di modificare la riforma del Trattamento di fine rapporto?
«A parte che non si sa nemmeno se l’Unione europea la accetterà nella versione attuale. Comunque in qualche modo dovrà essere ritoccata perché rischia di mettere in ginocchio le piccole e medie imprese. A me pare che con questa finanziaria il governo abbia tentato di dare un segnale alle imprese, ma che non ci sia riuscito. Basti pensare al cuneo, spalmato e diviso. E poi, questa tassazione locale sproporzionata. I sindaci fanno bene a ribellarsi perché se si adeguassero a questa finanziaria sarebbero complici di una cosa che alla fine pagheranno loro».
E se in Parlamento qualcuno cercasse di formare un fronte trasversale per eliminare del tutto la riforma del Tfr?
«Noi stiamo preparando i nostri emendamenti che saranno basati sulla ragionevolezza e non demagogici. Ce ne saranno di facciata, ma anche di sostanza. Io ne presenterò uno sui giornali di partito. Bisogna levargli i soldi del contributo pubblico e farli passare al fondo per i non autosufficienti. Cominciamo così a combattere gli sprechi».
Anche Silvio Berlusconi punta all’opposizione in Parlamento. E in tutto il centrodestra sembra ormai che l’idea di accordi con i moderati del centrosinistra sia più quotata del ricorso alla piazza. Ci sono le premesse per fare una opposizione a una sola voce nel centrodestra?
«Io sono stato il primo a dire no alla piazza. E comunque noi presenteremo i nostri emendamenti come Udc. Poi, certo, mercoledì incontrerò Berlusconi e glieli illustrerò. È giusto che si crei un’azione comune nel centrodestra. Però, prima di tutto, noi stiamo cercando di fare una nostra piattaforma».