Finanziaria, il governo accelera: Dpef approvato

La Camera approva il documento economico: congelati gli stipendi dei magistrati. Il decreto legge cancella i ticket, liberalizza la distribuzione dei carburanti e fissa il Patto di stabilità. <strong><a href="/a.pic1?ID=274739">Resta la Robin tax</a></strong>: un po' più leggera

Roma - Dei due provvedimenti (disegno di legge e decreto legge) che contenevano la manovra triennale da 35 miliardi, ne resta uno: il decreto. Con un maxi emendamento, il governo trasferisce 57 dei 75 articoli dal disegno di legge al decreto legge. Con l’obbiettivo di avere la certezza che le misure entrino in vigore prima dell’estate.
Passano così, da un provvedimento all’altro, interventi come la riforma dei servizi pubblici locali, la liberalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti, la delega sui lavoratori usuranti, il Patto di Stabilità interno.

Entra nel decreto anche il congelamento “una tantum“ per un anno degli scatti (“automatismi salariali“) per magistrati, docenti e ricercatori universitari, dirigenti dei corpi di Polizia e delle Forze armate. «Alla fine del periodo di differimento viene attribuito, senza corresponsione di arretrato, il valore intero della classe o aumento biennale maturato».

Non è finita. Il governo riscrive anche l’emendamento sul Piano Casa. Le nuove case a costi bassi che saranno realizzate, oltre ad essere assegnate a giovani coppie ed anziani, andranno anche a «immigrati regolari a basso reddito». Per realizzare il Piano Casa è prevista, oltre all’alienazione degli immobili ex Iacp agli inquilini, anche la costituzione di fondi immobiliari. E per la realizzazione del Piano si potrà anche utilizzare parte del patrimonio del demanio. Vale a dire, edifici inutilizzati del ministero delle Infrastrutture, della Difesa, delle Regioni, degli Enti locali.

Nel decreto legge finisce anche una norma in cui è previsto che un lavoratore licenziato abbia quattro mesi di tempo per impugnare la decisione del datore di lavoro. E sempre per restare in tema, oltre all’emendamento che trasferisce la legge delega sui lavori usuranti, il governo ne presenta un altro che prevede la «razionalizzazione e progressiva riduzione» dei distacchi, delle aspettative, dei permessi sindacali. Obbiettivo della misura è «valorizzare le professionalità interne alle amministrazioni e pervenire a riduzioni di spesa».

Come promesso, poi, scompaiono i ticket sulla diagnostica e sulla specialistica. Con un altro emendamento, però, il governo precisa che le regioni, in caso si profilino squilibri di bilancio nella Sanità, dovranno impegnarsi «ad attivare forme di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie da parte dei cittadini, ivi compresi quelli esenti a qualsiasi titolo».

Ampia, poi, la parte energetica. Oltre alla liberalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti, finisce nel decreto anche la legge delega per la definizione e localizzazione dei siti destinati ad ospitare le nuove centrali nucleari. In futuro le aree prescelte saranno considerate «aree di interesse strategico nazionale»; con conseguente rimodulazione giuridica per la realizzazione delle opere.
Nella nuova versione del decreto (così arricchita) vengono ripristinati gli sgravi fiscali al cinema; non viene più soppresso il Club Alpino nazionale; entra nel provvedimento la creazione della Banca del Mezzogiorno (avrà 5 milioni di capitale sociale dallo Stato per poi aprirsi a fondazioni e privati). Il decreto definisce poi che non ci saranno tagli d’organici delle Forze armate.

Oggi il Senato vota la risoluzione di maggioranza al Dpef. Ieri era stata approvata dalla Camera. Nella risoluzione c’è scritto che l’eventuale extragettito dovrà essere utilizzato per ridurre il prelievo fiscale sulle famiglie.