Finanziaria, via libera del Cdm: verso la fiducia Tremonti: "Sì unanime". Galan: "Una tragedia"

Via alla legge di stabilità che sostituisce la Finanziaria. I punti su cui lavorare: nucleare, Pa, Sud e Fisco. Tremonti assicura: "Il voto è stato unanime". Ma Galan rappresenta lo scontento: "Non ci sono soldi"

Roma - "Il Governo italiano avanza sulla strada dell’Europa. Le tappe sono la stabilità e lo sviluppo. Oggi abbiamo approvato il disegno di legge di stabilità". Al termine del Cdm, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti saluta con soddisfazione il disegno di legge di stabilità appena approvato: "E' stata una discussione responsabile in cui è prevalsa, in tempi rapidissimi, la massima condivisione". Quindi il ministro assicura: "Finita la legge di stabilità, lanciamo la politica dello sviluppo. Da oggi possiamo formalmente avviare la seconda fase, quella dello sviluppo". Ma il ministro dell’Agricoltura Giancarlo Galan frena: "E' una tragedia. Il problema è che non ci sono soldi".

Via al piano per lo sviluppo Tremonti vuole partire subito per lanciare la "politica dello sviluppo". Magari già mercoledì prossimo, "impegni permettendo". "Ci sarà il primo incontro per mettere a punto la richiesta di una delega al parlamento per la riforma fiscale - annuncia il titolare del dicastero di via XX Settembre - abbiamo concordato che la prima riunione, agende permettendo, sarà più o meno mercoledì per studiare lo schema di delega della riforma del fisco". Il ministro elenca quindi una serie di punti dai quali intende partire e sono: il nucleare, la pubblica amministrazione, il Sud e la tematica dei rapporti sociali fino alla riforma fiscale. Si tratta di riforme che Tremonti presenterà poi all’Ecofin e che dovranno essere "coerenti con il piano di stabilità". Quindi, spiega il ministro dell'Economia, "avanziamo lungo la strada dello sviluppo e per fare questo raccoglieremo tutte le idee ma che però dovranno essere realizzabili".

Aggiustamenti a fine anno Tremonti puntualizza, quindi, che il documento "riflette la contabilità in atto". "Non opera e non introduce varianti rispetto a ciò che è stato deciso al luglio - continua il ministro dell'Economia - se ci saranno aggiustamenti, come sempre saranno gestiti con il provvedimento di fine anno". D'altra parte, continua Tremonti, anche le richieste arrivate al ministero dell’Economia per la messa a punto della Finanziaria approvata dal Cdm erano "tutte fondate". Tuttavia il problema era e resta "l’equilibrio". "Non c’è stata una richiesta che non fosse fondata - continua Tremonti - ma il problema è la sintesi complessiva e l’equilibrio tra le varie richieste tutte meritevoli".

Bocchino: "Fiducia inevitabile" "Mi sembra inevitabile che il governo sia costretto alla fine a mettere la fiducia in Parlamento perchè la divisione all’interno del Consiglio dei Ministri sono evidenti", ha commentato, Italo Bocchino, capogruppo del Fli alla Camera, raccontando di aver "assistito, nelle riunioni che abbiamo fatto, a vedute diverse, del ministro Tremonti e dal ministro della Pubblica istruzione Gelmini sulle questioni riguardanti l’Università". "Quindi credo che la fiducia sia lo strumento più agevole per Berlusconi per risolvere i problemi di un fronte ampio di ministri che non condivide la scelta di Tremonti", ha concluso Bocchino assicurando che il Fli sosterrà il governo. Poi ha puntualizzato: "Quando leggeremo il documento presenteremo in commissione gli emendamenti".