Dalla Finanziaria via libera alla «tourist-tax»

Stefania Scarpa

La tassa di soggiorno si farà. Una delle conseguenze della Finanziaria della discordia è proprio questa. La legge prevede infatti per i Comuni la possibilità di imporre una gabella di massimo 5 euro per persona a notte ai soggetti che prendono alloggio, anche in via temporanea, in strutture alberghiere, campeggi, villaggi turistici, alloggi agroturistici e altre strutture ricettive situate nel territorio comunale. Sono esenti dal pagamento coloro che alloggiano nelle strutture destinate al turismo giovanile e in quelle espressamente previste dal regolamento comunale. I fondi andranno utilizzati per finanziare interventi di manutenzione urbana e alla valorizzazione dei centri storici. Lo prevede la Finanziaria 2007 che fissa in 5 euro il limite massimo che si può richiedere per notte.
Fin qui la facoltà. Ma in Campidoglio si dà ormai per certo che l’impopolare tassa venga effettivamente istituita. Del resto era stato proprio il Campidoglio nei mesi scorsi a sollecitare l’introduzione nella Finanziaria della possibilità di istituire la «tourist-tax». E ora che la norma c’è al Comune di Roma ci si sta già muovendo per arrivare, dopo la necessaria concertazione e tutti passaggi, compreso quello in Consiglio comunale, a introdurre il contributo.
Il Comune di Roma, secondo quanto si è appreso, si attiverà nei prossimi giorni per formulare una proposta che cali nel concreto la normativa che è già al vaglio degli uffici. Anche la somma prevista in Finanziaria, di un massimo di 5 euro a notte, è in linea con quanto già previsto in uno studio compiuto due anni fa dal Campidoglio, che propendeva per una tassa di soggiorno di un euro per ogni stella degli alberghi in cui si pernotta: una stella un euro, due stelle due euro e così via. In quel documento si prevedeva anche l’esenzione totale per il cosidetto «turismo sociale»: dagli ostelli della gioventù ai soggiorni per gli anziani. Secondo il Campidoglio, a Roma, i proventi stimati sarebbero di 50 milioni di euro l’anno e potrebbero essere destinati «a tutti gli interventi di conservazione, pulizia e decoro urbano del centro storico, compreso il mantenimento dei beni culturali presenti».
Un sì incondizionato giunge dal responsabile Turismo dello Sdi-Rnp Lazio Gianluca Melillo, secondo cui «tutte le maggiori città europee utilizzano già da tempo analoghi strumenti finanziari ed è un modo utile di reperire risorse da destinarsi poi alla valorizzazione del patrimonio culturale e turistico delle nostre meravigliose città». Favorevola ma con qualche riserva il capogruppo della Rosa nel pugno al Consiglio comunale di Roma, Gianluca Quadrana: «Il via libera alla tassa di soggiorno per i turisti prevista dalla Finanziaria è un fatto positivo e il Comune farà propria la novità salvaguardando il cosiddetto turismo sociale. Penso a una tassa da applicare ai turisti che alloggiano in alberghi dalle tre stelle in su esentando studenti, anziani e le strutture che li accolgono».