Finanziaria nel caos: emendamento di Prodi è anti costituzionale

Con un colpo di mano il governo ripresenta altre 70 modifiche

Fabrizio Ravoni

da Roma

«La disposizione che si propone di emendare pone rilevanti dubbi di compatibilità con l’assetto costituzionale». Il giudizio è contenuto nella relazione tecnica di uno dei 70 emendamenti che il governo ha presentato ieri alla legge finanziaria (altri ne arriveranno in giornata, annuncia il sottosegretario all’Economia Nicola Sartor). Vuol dire che ora Palazzo Chigi (l’emendamento e la relazione sono della Presidenza del Consiglio) corregge, non per dubbi di copertura o per «estraneità di materia», ma per dubbi di costituzionalità, una norma che il Consiglio dei ministri - nella sua collegialità - ha approvato il 29 settembre scorso. E che il capo dello Stato ha promulgato l’1 ottobre.
Nel bailamme del dibattito parlamentare di questi giorni, le perplessità costituzionali del governo su un articolo della Finanziaria (del governo) rischiano di passare in secondo piano. Ma con la settantina di nuovi emendamenti, l’esecutivo non solo corregge gli errori: ne fa altri. Come quello sul Tfr. Nella modifica portata a Montecitorio c’è scritto che «la liquidazione del Tfr e delle relative anticipazione al lavoratore, viene effettuata dal Fondo». Cioè, quando un lavoratore si dimette o chiede l’anticipo sulla liquidazione non deve più presentare domanda all’azienda, ma all’Inps. Contro la norma sono insorti i sindacati. Anche perché in questo caso, anche il lavoratore che non opta per la previdenza integrativa e lascia il suo Tfr in azienda (o in un fondo chiuso) deve ugualmente rivolgersi all’Inps. Il governo anticipa che presenterà un nuovo emendamento per correggere l’emendamento che doveva modificare la norma della Finanziaria sul Tfr.
Comunque la Camera riesce ad approvare l’articolo 3 della manovra (anche questo modificato dal governo). La nuova Irpef strappa così il primo voto parlamentare (non c’era stato in commissione Bilancio): tutti si sono fatti i conti per verificare se pagano meno o più tasse. Visco sostiene che i redditi sotto i 40mila euro non saranno toccati dalla riforma; anzi, guadagneranno. Giovanardi (Udc): è una bugia. La nuova Irpef, però, si porta dietro anche l’aumento dei bolli sulle auto. Esentate dalla stangata solo l’8% di auto «euro 4». Ventinove milioni di automobilisti pagheranno di più. I possessori di Fiat Punto - annuncia Giulio Tremonti - pagheranno 183 euro in più.
Nei prossimi giorni la Camera sarà chiamata ad approvare emendamenti che aumentano i soldi per i dipendenti del ministero degli Esteri; che assumono ricercatori universitari; che superano il blocco del turn over per determinate pubbliche amministrazioni. Ma anche che trovano risorse per il terremoto dell’Irpinia; che stanziano maggiori finanziamenti al Molise ed alla provincia di Foggia per il terremoto del 2002; che danno più soldi a Venezia, Trieste, ma non per la costruzione del nuovo Palazzo dei Congressi di Roma.
Buona parte degli emendamenti presentati dal governo in aula sono in realtà gli ex emendamenti che governo e relatore di maggioranza avevano predisposto per il dibattito in commissione Bilancio. L’unico di quegli emendamenti approvato in commissione era quello che stanziava 14 milioni di euro per gli imprenditori italiani all’estero, l’«emendamento Pallaro». Ora però il senatore argentino conferma l’indiscrezione del Giornale che non voterà la Finanziaria dopo aver scoperto che le risorse promesse in realtà erano già in bilancio.
Sullo sfondo della discussione in Aula resta l’incognita del voto di fiducia. Il governo deciderà lunedì se chiederla o no. E visto il clima a Montecitorio la soluzione sembra sempre più vicina. Non foss’altro perché gli articoli della Finanziaria sono 217. E ieri sera, nuova cena sulla manovra da Prodi, con Padoa-Schioppa, Bersani, D’Alema e Rutelli.