Finanziaria, Padoa-Schioppa presenta il conto: 21 miliardi

Il ministro "nasconde" 5 miliardi di gettito, cerca
di risparmiare 16 miliardi, ma i suoi colleghi ne chiedono 30. &quot;Se accontentassi tutti deficit al 4%&quot;. <a href="/a.pic1?ID=207783" target="_blank"><strong>Mastella giura lealtà a Prodi: &quot;Ma se salta mani libere&quot;</strong></a>

da Roma

La legge finanziaria conterrà una manovra da 21 miliardi (anche se Paolo Ferrero dice che sarà da 10 miliardi). La metà sarà rappresentata da spese più o meno obbligatorie, come gli investimenti per Anas, Poste, Fs; ma anche le risorse per coprire i mancati risparmi dettati dal superamento dello scalone previdenziale. L’altra metà riguarderà politiche per lo sviluppo: capitolo che dovrebbe comprendere sconti sull’Ici, pacchetto-casa, e sembra anche le agevolazioni fiscali per gli autotrasportatori e incentivi auto.
Per coprire queste maggiori spese (esattamente quelle indicate nel Dpef) Padoa-Schioppa dice al Consiglio dei ministri di puntare su maggiori entrate per almeno 4,5 miliardi, determinate dall’aumento spontaneo del gettito. E su 16 miliardi di minori spese. Ai colleghi di governo, però, illustra sommariamente i capitoli di risparmio, senza scendere nel dettaglio e senza fornire il quadro macroeconomico che farà da sfondo alla manovra. Quadro che l’agenzia Radiocor comunque anticipa: vale a dire che vengono confermati gli obbiettivi di deficit del 2007 al 2,5% e del 2008 al 2,2%. Ma viene rivista la previsione di crescita del pil: all’1,9% quest’anno (contro il 2% previsto) ed all’1,5-1,6% il prossimo (a fronte di una stima del Dpef all’1,9%).
I tagli alle spese illustrati dal ministro dell’Economia dovrebbero riguardare pubblico impiego e minori trasferimenti agli enti locali. «La legge finanziaria, comunque, la conoscerete venerdì sera». E partono i primi mugugni.
A questo punto, Pecoraro Scanio e Di Pietro si trovano dalla stessa parte. La Finanziaria non è solo un esercizio contabile: rimproverano al titolare dell’Economia: «Vogliamo vederci dentro. Contiene scelte politiche, non solo numeri». L’aria sta per farsi pesante, così Pierluigi Bersani prova a cambiare argomento: «Tommaso, ho letto che non sei stato leggero nel tuo intervento al Senato sulla Rai». Pronta la risposta: «E non ho detto tutto quel che penso di quell’azienda...». Ancora Bersani: «Ho visto che An ti ha criticato perché leggevi il giornale in aula». «Per seguire il dibattito di Palazzo Madama - precisa Padoa-Schioppa - era sufficiente il 10% del mio livello di attenzione».
E per tornare alla Finanziaria ricorda ai colleghi che «se dovessi accettare tutte le richieste di spesa giunte dai vari dicasteri e non compensate, il deficit 2008 viaggerebbe al 4%». Cioè, gli hanno chiesto 30 miliardi in più. Mentre lui deve tagliarne 16 per far quadrare i conti e raggiungere un deficit 2008 al 2,2%.
In realtà, il ministro dell’Economia punta a ripetere la tattica dello scorso anno: sottostimare le entrate per frenare la «fame» di spesa e per attribuire alla lotta all’evasione il merito del gettito aggiuntivo. Se il pil del prossimo anno dovesse crescere - come dice l’Economia - dell’1,5-1,6%, il gettito tendenziale aumenterebbe di 10 miliardi e non dei 4,5 indicati da Padoa-Schioppa al Consiglio dei ministri. Se il maggior gettito venisse subito denunciato in Finanziaria, la manovra sarebbe composta per metà da maggiori entrate e per metà da minori spese. Una composizione che potrebbe dare fiato alle polemiche di chi chiede, dentro la maggioranza, una riduzione del prelievo tributario. Da notare che un eventuale taglio dell’Ici (limitato ai proprietari a basso reddito e senza seconde case) non figura in un alleggerimento della pressione fiscale complessiva, perché si tratta di imposte locali, che non rientrano nel calcolo complessivo. Mentre rientrerebbe un aumento dei ticket sanitari: ipotesi che è circolata l’altro giorno. Ma che Livia Turco, ministro della Salute, esclude categoricamente.
La manovra da 21 miliardi di euro per il 2008 prenderà forma attraverso la legge finanziaria propriamente detta, un decreto legge di spesa (sbloccherà risorse per il piano casa e per l’apertura dei cantieri previsti dalla Legge Obbiettivo, e conterrà 8 miliardi di manovra) e uno o forse due disegni di legge collegati, che dovrebbero contenere il Pacchetto welfare e la riforma delle pensioni, destinata a superare lo scalone previdenziale che altrimenti entrerebbe in vigore l’1 gennaio prossimo. Il capo dello Stato aveva chiesto una Finanziaria snella: sarà al minimo di 100 articoli.