Finanziaria, Prodi assediato. La sinistra: "Adesso ci ascolti"

Conto alla rovescia per la manovra: domani alle 16 il premier presenterà la versione definitiva al Consiglio dei ministri. La sinistra radicale lo incalza. L'Udeur: "Unanimità in cdm o cade il governo"

Roma – Ultime ore di lavoro per Romano Prodi, alla ricerca di una sintesi sulla finanziaria, dopo il vertice di ieri sera che ha visto la sinistra criticare dalle fondamenta la manovra. Stamani il premier, accompagnato dal ministro dell’Economia, ha illustrato la legge di bilancio al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Poi è tornato a palazzo Chigi per un pranzo con Padoa-Schioppa, il viceministro Visco, il ragioniere generale dello Stato, Canzio. La giornata dovrebbe proseguire con contatti tra il premier, i ministri e gli alleati di governo, ma non è previsto nessun nuovo vertice, anche se la sinistra chiede di essere ricevuta.

Testo alla Camera il 19 novembre Intanto la Camera ha calendarizzato l’approdo del testo in aula per il 19 novembre. Ad escludere un vertice, anche il segretario Ds, Piero Fassino, che ha sottolineato come spetti a Prodi fare sintesi tra le diverse istanze giunte dall’Unione. Fassino ha anche ribadito il no alla tassa sulle rendite ora (su cui Prc insiste) e il sì all’inserimento del pacchetto welfare nella manovra.

L'ultimatum della sinistra Intanto la sinistra, dopo la levata di scudi di ieri sera, si è riunita e i quattro leader, Giordano, Mussi, Diliberto e Pecoraro Scanio, hanno chiesto al premier un nuovo incontro per discutere insieme "del mutamento della Finanziaria". La sinistra ha chiesto al governo di accogliere "in tutto o in parte" le sue proposte. E Fabio Mussi indica nel Consiglio dei ministri di domani il tavolo su cui si giocherà "la partita" finale della finanziaria, ma non tralascia di ricordare che poi il testo passa al vaglio delle Camere, che "sono sovrane". Ma dall’Udeur giunge un altolà: "non è accettabile che qualche ministro si astenga o esca in Cdm perché al Senato non ci sono i numeri: se venerdì non dovesse esserci unanimità dovremmo invitare Prodi a prendere atto che non c’è la maggioranza".

Cauto ottimismo di Rutelli e Letta Ma si registra anche il cauto ottimismo di esponenti del Pd. Il vicepremier Rutelli si dice «molto fiducioso» ed ha sottolineato gli aspetti positivi della finanziaria. E il sottosegretario alla presidenza, Letta ha assicurato di essere "ottimista" sulla coesione della maggioranza.

La Cdl: maggioranza allo sbando Dalla Cdl, Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi, afferma che "la Finanziaria è la legge che fissa gli obiettivi della nostra economia per il prossimo anno. È la legge più importante. Ma il centrosinistra vi arriva diviso, lacerato, allo sbando totale. Come si può andare avanti così?". Mentre il leader Udc Casini chiede al governo di "dimettersi al più presto. Prima stacca la spina, meglio è". A maggioranza ed opposizione si rivolge il presidente del Senato Franco Marini, per il quale per superare questo scoglio serve "recupero forte della coesione della maggioranza" e "dialogo costruttivo con l’opposizione".


Schifani: “Un governo che non decide è peggio delle tasse” “La peggiore delle tasse è un governo che non decide – afferma il presidente dei senatori di Forza Italia, Renato Schifani -. È inutile che Prodi tenti per l’ennesima volta di reimpostare, mediare e fare un’impossibile sintesi. La sua presunta maggioranza è frutto di alchimie politiche innaturali. C’è bisogno di spegnere al più presto la luce a palazzo Chigi. Il Paese non può permettersi di pagare una bolletta sempre più salata per colpa di un governo che non c’è”.

Matteoli: “Prodi asserragliato in un fortino” “Mentre la sinistra radicale ha chiesto di reimpostare l’intera manovra finanziaria, pena il suo voto contrario, Prodi sale al Quirinale per illustrarla al capo dello Stato. Ma quale manovra sta illustrando Prodi? Quella presentata ieri notte da Padoa Schioppa che non ha l’avallo della sinistra massimalista o quale?”. Se lo chiede il presidente dei senatori di An, Altero Matteoli. “Ormai siamo fuori di ogni logica politica - aggiunge Matteoli - Prodi si è asserragliato in un fortino e sta disperatamente cercando di dare un contentino a tutti per salvare la sua poltrona, a scapito delle aspettative dei cittadini e degli interessi generali del Paese che rischia il baratro.