Finanziaria, Prodi prepara la fiducia

Il premier cambia idea: "Se il numero degli emendamenti e la lunghezza della discussione lo richiederanno, sì alla fiducia". Poi si dice "fiducioso" sull'iter al Senato

Roma - "Nessuno desidera mettere la fiducia. Questo diventa necessario se il numero degli emendamenti e la lunghezza della discussione lo rende necessario. Tutto qua". Lo afferma Romano Prodi, parlando dell’esame parlamentare della legge finanziaria che inizia oggi al Senato. Il premier, di fatto, dopo aver detto che non ce ne sarebbe stato bisogno, apre all'introduzione della fiducia sulla manovra 2008. Prodi non esprime "nessuna preoccupazione" per il voto di oggi a Palazzo Madama. Lo assicura lasciando la conferenza nazionale della Cisl. "No" replica il premier a chi gli chiede se abbia qualche preoccupazione specifica per il fatto che la manovra approdi oggi nell’Aula di Palazzo Madama.

Protocollo sul welfare Prodi sollecita il parlamento ad approvare il disegno di legge che ha recepito il protocollo sul welfare perché il testo va nella direzione dello sviluppo del lavoro e della produttività delle imprese. "Mi auguro che il parlamento lo analizzi, lo valuti, se necessario lo emendi, e che lo approvi e lo renda legge perché è un protocollo importante", ha detto il premier intevenendo all’assemblea della Cisl. Prodi spiega che il protocollo sul welfare, che riforma pensioni e mercato del lavoro, rappresenta la "sintesi" del confronto e della concertazione messa in campo dal governo insieme con le parti sociali in questo anno e mezzo. Il protocollo "è la più ampia riforma dello stato sociale da 25 anni a questa parte. Abbiamo stanziato 40 miliardi aggiuntivi in dieci anni. E’ una direzione, contiamo di trovare risorse aggiuntive nei prossimi anni, ma il cammino è stato tracciato", ha aggiunto il presidente del Consiglio. Il ddl sul Welfare, collegato alla manovra Finanziaria 2008, è all’esame della commissione Lavoro della Camera e deve essere approvato entro fine anno.