Finanziaria, Prodi riesce a tagliare solo il Pil

L’allarme di Bankitalia e Tesoro si rivela concreto, ma a due settimane
dal varo della manovra la sinistra non trova un’intesa. Ici, riduzione
più lontana. Il governo rivede le stime sulla crescita, dal 2 all’1,8%. Spunta un nuovo «tesoretto» di entrate fiscali record

Roma - Romano Prodi, interpellato durante la tradizionale passeggiata domenicale a Bologna, dice che prima di parlare di economia in frenata «bisogna aspettare i dati». Ma le cifre ci sono, ed eloquenti. Tanto che, nella nota di aggiornamento al Dpef che sarà varata a fine mese insieme con la Finanziaria, il governo taglierà la stima di crescita 2007, dal 2% di luglio all’1,8%. Del resto, sia Tommaso Padoa-Schioppa che il governatore Mario Draghi, a conclusione della riunione Ecofin di Oporto, sono stati chiari: l’economia rallenta, e si prevede un taglio delle previsioni di crescita - già non entusiasmanti - anche per il 2008 e il 2009.

Gli effetti del peggioramento della crescita 2007 potrebbero farsi sentire sul deficit di quest’anno, che in teoria dovrebbe risultare più elevato del previsto di un paio di decimali. Ma, in soccorso di «Tps» e del governo sembra giungere un altro boom di entrate fiscali: in un articolo molto dettagliato, il Sole-24 Ore parla di un nuovo tesoretto da 7-8 miliardi di euro, oltre a quello da 6 miliardi già utilizzato per il decreto di luglio. Una messe di entrate che consentirebbe al governo di raggiungere ugualmente un rapporto deficit-Pil del 2,5%, nonostante la frenata dell’economia.

Un quadro macroeconomico più preciso dovrebbe essere consegnato domani al ministro dell’Economia. Mancano solo due settimane al varo della legge finanziaria 2008, e tutte le decisioni più importanti devono essere ancora prese: in particolare i tagli di tasse per quattro-cinque miliardi di euro, che dovrebbero rappresentare il «segnale politico» della Finanziaria. Padoa-Schioppa è indeciso, non sapendo se potrà contare su buone entrate fiscali anche l’anno venturo. Sulla riduzione dell’Ici prima casa ci sarebbe, addirittura, il «non gradimento» dello stesso Prodi, visto che si tratta di una proposta su cui insistono rutelliani e veltroniani. Il premier è invece favorevole a un aiuto fiscale alle famiglie meno abbienti, sollecitato dall’ala sinistra della maggioranza. Lo scambio fra taglio dell’imposta sulle società (Ires) e gli incentivi vede contraria l’ala meridionalista del governo (Sergio D’Antoni e una fetta della sinistra radicale).

Né si è deciso ancora se la «controriforma» delle pensioni e l’intero pacchetto welfare finiranno in Finanziaria, oppure in un provvedimento allegato (con il rischio per governo e maggioranza che arrivi il primo gennaio ed entri in vigore lo «scalone», se le nuove norme non saranno approvate). «Magari l’accordo di luglio sul welfare arriverà con un provvedimento autonomo, ma poi confluirà nella Finanziaria», prevede il presidente della commissione Lavoro del Senato, Tiziano Treu. Ci sono poi altri provvedimenti a rischio, come il prepensionamento degli statali, proposto dal ministro Nicolais, che ha ricevuto finora un gradimento prossimo allo zero.

A Oporto, Padoa-Schioppa non ha voluto sbilanciarsi più di tanto. Citando Oscar Wilde, ha detto che «fare previsioni è difficile soprattutto per il futuro, e questo si applica benissimo alla situazione italiana». Una citazione che Giulio Tremonti definisce «letterariamente interessante, ma politicamente inquietante». Il vicepresidente della Camera ricorda infatti che «Tps» ha sbagliato anche sul passato, quando a inizio mandato definì «allo sfascio» i conti pubblici. Poi, il 31 dicembre, il ministro dell’Economia ha annunciato il risanamento, «peccato che a contribuire al miglioramento delle entrate «sono state l’economia, che è andata bene, e la riforma della riscossione, che ho fatto io e non Padoa-Schioppa».

Nelle prossime ore, infine, la sinistra radicale della maggioranza (Rifondazione, Verdi, Pdci, Sinistra democratica-mussiana) presenterà le sue proposte, che vanno dall’aumento delle tasse sulle rendite finanziarie al prelievo di parte delle riserve, auree e no, di Bankitalia. Prodi ha promesso di ascoltarle con attenzione.