La Finanziaria rende ricchi solo i privilegiati

Il costo totale dell’accordo con i sindacati è di 3,1 miliardi

Antonio Signorini

da Roma

Più di tremila euro di aumento medio delle retribuzioni di magistrati, diplomatici e prefetti; incrementi complessivi per 5 milioni che andranno tutti a finire nelle buste paga dei 2.000 dipendenti di Palazzo Chigi. Senza trascurare i comparti del pubblico impiego meno privilegiati che avranno aumenti medi che sfiorano i 900 euro all’anno. La Cgia di Mestre ha provato a dare una risposta ai tanti che sono alla ricerca della vera «anima» della Finanziaria 2007. Ma, invece della scossa all’economia promessa dal premier Romano Prodi o degli annunciati tagli alla spesa della pubblica amministrazione, il centro studi degli artigiani ha trovato «delle cuciture con tanto di rinforzo a tutto il sistema». Un consolidamento dell’apparato pubblico così com’è, nel più classico dei modi: con un aumento degli stipendi per i circa tre milioni di dipendenti e premi alla «aristocrazia» dell’apparato pubblico, che intascherà gli incrementi più consistenti. Una «orlatura», che comporterà «un esborso di ben 3 miliardi 107 milioni di euro in più nel 2007 rispetto al 2006», stima la Cgia di Mestre il cui segretario Giuseppe Bortolussi pochi giorni fa aveva calcolato in 300 euro l’aggravio medio della Finanziaria per le piccole imprese. I tre miliardi comprendono gli aumenti già concessi dal governo Berlusconi e quelli aggiunti dall’esecutivo in carica, la cui somma farà sì che gli statali si ritroveranno in tasca «una media di 849 euro in più all’anno» mentre i non statali incrementeranno il reddito di 922 euro.
La maggior parte degli aumenti andrà ovviamente alla scuola che con il suo milione e 130mila addetti impiega quasi la metà dei dipendenti pubblici. Grandi numeri ai quali corrispondono cifre altrettanto importanti: le retribuzioni degli insegnanti passeranno dai 29 miliardi lordi del 2006 a 29 miliardi 857 milioni di euro con un aumento di 840 milioni di euro.
Segue il servizio sanitario nazionale che conta 718mila addetti e i cui stipendi peseranno nel bilancio pubblico per 25 miliardi e 903 milioni rispetto ai 25 miliardi e 145 milioni del 2006 (+ 758 milioni di euro). Seguono regioni, province e comuni con 686mila impiegati e 510 milioni di aumenti (da 16 miliardi e 903 milioni a 17 miliardi e 413 milioni).
In fondo alla classifica di quanto costerà alle casse dello Stato il contratto del pubblico impiego c’è la presidenza del Consiglio. Ma solo perché i dipendenti di Palazzo Chigi sono poco più di 2.000. Nella lista degli incrementi individuali il personale alle dipendenze del premier, solo per effetto del rinnovo contrattuale, intascherà un aumento medio annuo di 1.920 euro. E c’è anche chi è trattato meglio, come i magistrati ai quali va un aumento medio delle retribuzioni di 3.088 euro e, soprattutto, i diplomatici e i prefetti che con i loro 3.499 euro in più all’anno registreranno gli aumenti individuali maggiori. Anche se impegneranno poche risorse pubbliche visto che per le retribuzioni si passerà dagli attuali 164 milioni di euro a 169 milioni nel 2007.
Sono sempre i diplomatici e i prefetti a guidare la classifica delle retribuzioni lorde del 2007, con una media di 124mila 430 euro rispetto ai 120mila 931 euro del 2006. Subito dopo i magistrati il cui reddito medio calcolato dalla Cgia di Mestre è di 106mila 702 euro quest’anno e di 109mila 790 euro il prossimo.
Ultimi della lista nella lievitazione del reddito sono gli impiegati di regioni, enti locali e della scuola. Per loro l’aumento nella retribuzione annua sarà di 743 euro, su un reddito che è di 26.400 euro per gli insegnanti e di 25.300 per i dipendenti di regioni, province e comuni.
Nessuno nel pubblico impiego potrà comunque lamentarsi, visto che la retribuzione media degli statali e degli altri dipendenti pubblici supererà per la prima volta la soglia dei 30mila euro. Nel 2006 era di 29.891 euro e nel 2007, grazie agli aumenti, passerà a 30.772 euro.