«Finanziaria responsabile, Italia in ripresa»

Il plauso per «le molte riforme fatte, a partire dalla legge Biagi»

Gian Battista Bozzo

da Roma

La legge finanziaria è «responsabile», il contenimento del deficit di quest’anno al 4,3% è «un obiettivo possibile», l’economia mostra segni di ripresa che porteranno la crescita 2006 «oltre l’1,5%». Ma le prospettive di medio periodo non sono esaltanti, e sarebbe utile che uscisse dal Parlamento «una Finanziaria più forte di quella che è entrata».
Il Fondo monetario internazionale è ottimista sulla ripresa economica, possibilista sul raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica 2005, preoccupato per la dinamica della spesa pubblica nel 2006. Il documento sull’economia e la finanza pubblica italiana, reso noto al termine di una lunga missione del Fmi nel nostro Paese, segnala luci e ombre, e tuttavia soddisfa Giulio Tremonti che l’accoglie con un welcome. «Il rapporto è molto positivo - afferma il ministro dell’Economia - ci dà atto delle molte riforme fatte, e archivia la retorica dei cosiddetti conti fuori controllo».
Più forte la crescita 2006. Secondo il documento del Fmi, illustrato dal capomissione Alessandro Leipold, il pil italiano crescerà dello 0,2% quest’anno, mentre nel 2006 è atteso oltre l’1,5% previsto dal governo. «Possiamo vedere una ripresa - dice il dirigente del Fmi - i segnali sono tutti positivi e incoraggianti». La svolta è tuttavia di natura ciclica, mentre resta il problema di una crescita economica che nel decennio è rimasta molto bassa. «È un momento importante per l’economia italiana - spiega Leipold - in cui la condotta politica sarà un fattore chiave per la ripresa. Molte riforme sono state fatte, a partire dalla legge Biagi; ma altre sono necessarie, ad esempio quella del Tfr. Serve un’Italia più competitiva». Secondo Tremonti, tuttavia, i problemi del Paese non sono soltanto «made in Italy, ma anche made in China e made in Asia».
Deficit 2006 a rischio. Sui conti pubblici l’analisi del Fmi segnala un rischio: lo slittamento dei contratti del pubblico impiego da quest’anno al prossimo avrebbe un impatto di 0,15-0,20 punti di pil, e sarebbe difficile centrare gli obiettivi di disavanzo (il 3,8% del pil). Non mancano poi alcune preoccupazioni sulla tenuta delle spese dei ministeri, della spesa sanitaria e dei tagli ai trasferimenti per le Ferrovie. «Ecco perché auspichiamo che dal Parlamento esca una Finanziaria più forte di quella che è entrata: le misure varate venerdì scorso dal governo vanno in questa direzione», osserva Leipold. Per quanto riguarda quest’anno, invece, il Fmi ritiene possibile, anche se non certo, il raggiungimento di un deficit pari al 4,3% del pil. Tremonti rassicura i tecnici di Washington (e soprattutto i sindacati) sullo slittamento dei contratti pubblici al 2006: «Lo sforzo del governo - dice - è di concentrare quanto più possibile nel 2005 i rinnovi contrattuali pubblici». Divergenza di vedute anche sul monitoraggio dei conti dello Stato: il Fmi sollecita la creazione di un’autorità indipendente, visto che da lungo tempo i conti italiani sono «opachi». Di avviso opposto Tremonti: «Abbiamo più authority che ministeri - osserva - mentre il vero controllo è espresso democraticamente dagli elettori, con il voto».
Fabbisogno a 66,8 miliardi. Proprio ieri sono giunti i dati sul fabbisogno di cassa dei primi 10 mesi del 2005, che confermano - secondo il ministero dell’Economia - una tendenza «compatibile» con l’obiettivo di fine anno. Il saldo fra entrate e uscite di ottobre (7 miliardi di euro) è stato pari a quello dello stesso mese 2004, mentre nel periodo gennaio-ottobre è salito a 66,87 miliardi contro i 61,41 dell’anno scorso. In leggero incremento le entrate fiscali: da gennaio ad agosto hanno fatto segnare incassi per 221.299 miliardi di euro, con un aumento dell’1,2% sullo stesso periodo 2004.
Bankitalia, ok alla riforma. Il Fmi si augura che la legge sul risparmio, riforma di Bankitalia compresa, venga approvata entro questa legislatura. Secondo Leipold, è importante che la Banca d’Italia assuma la massima trasparenza nelle questioni di vigilanza spiegando «i motivi e i criteri delle proprie decisioni». Su questo nodo il Fondo, aggiunge il capomissione, «fa proprie tutte le raccomandazioni della Bce». Tremonti assicura che, una volta approvata la Finanziaria in Senato l’11 novembre, avrà «il dovere di analizzare la legge sul risparmio», per valutarne gli eventuali, possibili miglioramenti. In particolare, è rimasto senza soluzione il possibile passaggio all’Antitrust della vigilanza sulla concorrenza in campo bancario. Una modifica che potrebbe essere adottata con un emendamento alla legge finanziaria.