La Finanziaria riparte subito «Il lavoro è già impostato»

La Cgil: «Non ci facciamo illusioni». Sinistra divisa su una manifestazione di protesta contro la legge. Bertinotti: si farà

Antonio Signorini

da Roma

La base di partenza per la Finanziaria 2006 sarà la bozza stilata da Domenico Siniscalco. La conferma che la manovra non sarà stravolta da Giulio Tremonti nei cinque giorni che separano il suo rientro da Washington al termine ultimo per l’approvazione da parte del governo, è arrivata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. «Non si comincia daccapo, ci mancherebbe altro. Imposteremo il lavoro sulla base di quanto già fatto dal precedente ministro e dai tecnici del dicastero del Tesoro», ha precisato il premier. Il riferimento è ai grandi numeri, cioè alla correzione del deficit e all’entità delle risorse da destinare allo sviluppo. Ma non al dettaglio delle misure contenute nel disegno di legge che il Consiglio dei ministri dovrà approvare entro il 30 settembre, se è vero che sul neo ministro è già iniziato il pressing dei ministri e dei partiti di maggioranza sulle misure pro sviluppo.
Prevale la fiducia, anche all’esterno dell’esecutivo a partire dagli industriali che hanno promosso il blitz al ministero dell’Economia e ribadiscono affinché ora si facciano «scelte coraggiose». La Finanziaria, ha detto il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo, «rimane l’ultima opportunità per affrontare la vera emergenza del Paese, il rilancio dell’economia». E Tremonti è l’uomo giusto per raccogliere questa sfida: «È personaggio competente e conosce bene il dicastero dell’Economia», ha assicurato il presidente della Fiat. Secondo il leader degli industriali, «il governo è chiamato a compiere scelte coraggiose, di rigore e sviluppo. Siamo naturalmente pronti a un confronto».
Nella maggioranza, gli uffici economici sono già al lavoro per ripresentare le rispettive proposte. Ci sono questioni di dettaglio, che riguardano più che altro le esigenze dei ministeri guidati dai membri del partito. La Lega Nord, ad esempio, chiederà più risorse per le carceri amministrate dal dicastero della Giustizia guidato da Roberto Castelli. L’Udc insisterà affinché alle famiglie vadano risorse più consistenti rispetto ai 200 milioni preventivati dalla bozza. Gli sforzi di An si concentreranno sulla sanità per la quale il ministro alla Salute Francesco Storace ha chiesto più risorse rispetto a quelle prospettate dalla bozza Siniscalco. Forza Italia, ha anticipato Giorgio Jannone, tesoriere del partito, insisterà sul contributo statale per l’acquisto dei libri di testo delle scuole.
L’importante è fare presto, anche se - ha ironizzato il sottosegretario all’Economia Michele Vietti - «è ingiusto porre limiti alla fantasia di Tremonti. Conoscendolo so che in 7 giorni può fare miracoli». Se ci saranno contrasti è più probabile che si manifestino quando si tratterà di discutere le coperture. An e Udc continuano a sostenere la necessità di aumentare le imposte sulle rendite finanziarie. Il partito di Gianfranco Fini scioglierà le riserve domenica.
Tornando alle parti sociali, la Cgil ha dato una valutazione di Tremonti opposta a quella di Montezemolo. «La finanza creativa nasce con lui, i condoni pure. È responsabile di scelte profondamente sbagliate» e sulla finanziaria 2006 «non mi faccio illusioni», ha detto il segretario generale Guglielmo Epifani. Gli altri sindacalisti non hanno condannato preventivamente il superministro, ma hanno auspicato - è il caso del leader della Cisl Savino Pezzotta - «una finanziaria rigorosa». Dovrà essere - ha aggiunto il segretario della Uil Lugi Angeletti - «una finanziaria ridistributiva a vantaggio del lavoro dipendente e delle pensioni».
La sinistra, che aveva già bocciato il cambio della guardia Siniscalco-Tremonti, ha annunciato battaglia sulla finanziaria. «Era stato proprio Tremonti a impostare finanziarie disastrose per il nostro Paese» e l’Unione «non può accettare il rischio di un’altra Finanziaria che aggiunge instabilità e non risolve i problemi del Paese», ha detto Romano Prodi, annunciando che la coalizione di centrosinistra «sarà vigile e si prepara a controllare e vagliare tutti i contenuti». Diverse le informazioni in possesso di Fausto Bertinotti, segretario di Rifondazione comunista, secondo il quale c’è già «un senso comune nell’Unione di andare verso una grande mobilitazione contro la manovra economica del governo».