La Finanziaria si occupa di cani, asini e spuntini ma «grazia» i fannulloni

Le stranezze del testo, dai distributori di merendine all’Iva sull’acquisto di muli e sullo show dei burattini

da Roma

Era stata definita da Prodi e Tps una Finanziaria «leggera». Dopo un paio di passaggi parlamentari è diventata un peso massimo, farcita di aggiunte, commi e codicilli. Era nata con 97 articoli; durante il cammino in Senato è ingrassata fino a 151, e dopo il passaggio in commissione Bilancio della Camera ha definitivamente debordato: gli articoli sono diventati 213, più del doppio di quelli iniziali. Se, come è quasi certo, il governo dovrà chiedere la fiducia, tutti questi articoli si trasformeranno un mostruoso maxi-emendamento, illeggibile e incomprensibile. Incidentalmente, il passaggio in commissione è costato ufficialmente circa 800 milioni di euro. C’è chi parla di due miliardi, ma il governo smentisce.
Tutto questo lavorìo parlamentare è stato necessario per inserire nella manovra misure fondamentali. Vogliamo citarne qualcuna? L’istituzione di «Mister Prezzi» - ovvero il garante che dovrà «riferire le dinamiche e le eventuali anomalie dei prezzi al ministero dello Sviluppo economico e che provvede, se necessario, a formulare segnalazioni all’Antitrust». Evidentemente al ministero di Bersani e all’Autorità sulla concorrenza non leggono i giornali, visto che hanno bisogno di un «segnalatore». O almeno, la pensa così la maggioranza che ha votato l’emendamento (i consumatori invece lo ritengono superfluo e inutile). Interessantissimo anche l’osservatorio tributario sulle merendine dei distributori automatici, anche se non è chiaro qual è il vero obiettivo: controllare i gestori, oppure chi acquista - grazie al denaro sottratto al fisco - valanghe di tarallucci o di fiesta snack?
Una novità rivoluzionaria della Finanziaria 2008 è stato l’emendamento Fiorani, così chiamato perché i 94,3 milioni di euro sequestrati dalla Finanza a seguito del patteggiamento dell’ex patron della Popolare di Lodi sono finiti direttamente in Finanziaria, per assicurare 7mila nuovi posti nelle scuole materne (spesa 70 milioni, diecimila euro a bambino) e per il funzionamento della giustizia (24,3 milioni, per il sacrosanto principio dantesco del contrappasso). Una seconda rivoluzione di tipo fiscale è stata la decisione di allargare agli spettacoli in maschera l’Iva agevolata del 10%, finora riservata a burattini e marionette. All’opposto, niente Iva agevolata nelle compravendite di asini, muli o bardotti: a meno che i poveri animali non siano morti, allora l’imposta scende al 10%.
Il Giornale ha già parlato, a suo tempo, di un altro costoso (2 miliardi e 300 milioni di euro per il solo 2008) passaggio parlamentare, quello al Senato, dove sono state introdotte misure come il milione e mezzo per la Fondazione festival Puccini di Torre del Lago, i due milioni per l'apicoltura, il mezzo milione per la tutela dal patrimonio storico della Prima guerra mondiale. Vi aggiungiamo l’approvazione del parco delle Egadi e del Litorale trapanese. E lo stanziamento di un milione di euro per la «prevenzione del randagismo dei cani», attraverso una massiccia campagna di sterilizzazione.
Il passaggio a Montecitorio non è da meno, coi due milioni per l’«ostacolismo», in occasione dei 75 anni di vita dell’ippodromo di Merano, i «buoni vacanza» per i cittadini a basso reddito, il bonus per l’acquisto di caldaie ecologiche, gli sconti Ici per chi installa pannelli solari, il prelievo di un centesimo «a favore del clima» su ogni litro di carburante e su ogni 6 kwh di energia elettrica consumata. Non manca un milione di euro per la tutela della fauna selvatica «di interesse comunitario», né le assunzioni (150 per un altro milione di euro) al parco nazionale della Maddalena. Ben 45 milioni sono stati stanziati per abbattere gli «ecomostri». Inoltre, i binari ferroviari dismessi si trasformano in piste ciclabili: agli appassionati si consiglia di togliere le gomme e pedalare sul cerchione. È stato inoltre deciso di bandire, a partire dal 2010, le lampadine a incandescenza; e dal 2011 gli elettrodomestici «energivori».
In generale, la Finanziaria non ha lesinato riguardi per i dipendenti - «fannulloni» o no - della Pubblica amministrazione: premi al ministero dell’Interno, aumenti di stipendio per i segretari comunali, promozioni al ministero della Cultura, assunzioni al Cnel. Fissati anche gli emolumenti per i dirigenti delle Authority: per loro non vale il tetto di 274mila euro l’anno, ma ne viene imposto uno da 548mila. Il tetto vale anche per Bankitalia, Antitrust, Consob: ma supererà l’esame dell’aula?