Finanziaria: si rischia la rivolta dei giocatori

Sergio Campana ha dato l’allarme. «Attenti, il governo vi considera evasori fiscali potenziali» ha detto il presidente dell’asso-calciatori, il sindacato della categoria, agli azzurri riuniti a Coverciano per il raduno della Nazionale. «Voglio leggere il testo integrale e ufficiale della finanziaria ma le notizie in nostro possesso sono molto gravi» è la denuncia di Campana ai giocatori del club Italia con cui ha poi fatto il punto sugli altri temi cari alla categoria in vista delle prossime riforme. «Siamo contrari al salary cap e alla quota fissa di 22 giocatori per le squadre di serie B». Ma la questione più delicata è la Finanziaria. «Durante la mia deposizione alla Camera ho definito sgradevole l’iniziativa del governo Prodi per un motivo semplicissimo: nel decreto Bersani si fa cenno ai calciatori come a potenziali evasori. Mi sta bene se vengono puntati i riflettori su tutto lo sport professionistico. Solo in questo caso l’atteggiamento è accettabile». Il quale, in via riservata, ha fatto sapere ai suoi iscritti, che sotto la lente del fisco finiranno quasi sicuramente i contratti per lo sfruttamento dell’immagine, considerati come fonte maggiore di elusione. «Noi siamo d’accordo - è sempre Campana a parlare - sul contenimento dei costi ma dovrebbero essere fatti controlli più rigidi sui bilanci societari: tipo, ogni quattro mesi una verifica sui bilanci con sanzioni verso chi non è in regola con il pagamento dei contributi». Da oggi, a Coverciano, si aprirà forse un dibattito. E i calciatori dovranno decidere eventuali forme di protesta. Che ci sia una posizione demagogica nei confronti del calcio e dei suoi tesserati è confermato anche dalla dichiarazione del ministro Melandri che ha salutato la finanziaria come strumento «per incrementare le risorse destinate allo sport» e ha salutato in particolare la possibilità di «superare la monocultura del calcio che purtroppo esiste nel nostro Paese».