Finanziaria, spunta il bonus per secondogeniti e nonni

Il viceministro Vegas: «Così assegneremo il Fondo di solidarietà da 1,14 miliardi». Confermata l’entità della legge di bilancio: «Sarà di 20 miliardi, non di 22»

Antonio Signorini

da Roma

L’entità della Finanziaria è, e rimane, di 20 miliardi di euro. La precisazione del ministero dell’Economia è arrivata per bocca del viceministro Giuseppe Vegas che ha anche confermato come, nella trattativa per l’assegnazione degli 1,14 miliardi del Fondo di solidarietà, via XX Settembre sia orientata a finanziare il bonus per i secondogeniti e per i nonni. «Siamo aperti ad accogliere i suggerimenti che arrivano - ha avvertito - ma il pacchetto sarà concentrato su uno o due provvedimenti».
La precisazione sui conti è stata provocata da notizie di stampa che parlavano di altri due miliardi, che nella versione definitiva del disegno di legge sarebbero stati aggiunti al capitolo per lo sviluppo e la solidarietà. Chi ipotizza una Finanziaria da 22 miliardi - ha spiegato Vegas - «è perché considera anche i tre miliardi del fondo per Lisbona». In altre parole la parte «importante» della manovra è quella che muove i venti miliardi tra correzione del deficit e misure per lo sviluppo ed è basata su una copertura strutturale. Ci sono poi i proventi della vendita degli immobili pubblici, che sono una tantum e sono destinati ad altrettante spese una tantum come gli investimenti per Lisbona. La cifra preventivata dal governo è di 3 miliardi. I sei miliardi di cui si è parlato - ha spiegato Vegas - erano riferiti alla somma tra le cartolarizzazioni passate e quelle future.
Sempre sui conti della Finanziaria 2006, ieri gli economisti del sito Lavoce.info hanno previsto che, alla fine, per tornare ad un rapporto deficit-Pil al 3,8 per cento come concordato con Bruxelles potrebbero non essere sufficienti gli 11,5 miliardi preventivati. Ma le agenzie di rating hanno, di fatto, promosso la manovra. Secondo una nota degli analisti di Standard & Poor’s, mentre sale la probabilità che peggiori il rating della Germania, il rischio di una bocciatura dell’Italia si sta riducendo proprio grazie alla Finanziaria 2006. Il disegno di legge approvato dal governo - secondo l’agenzia - è ancora «viziato dall’eccessivo ottimismo e le elezioni del prossimo anno impediscono l’attuazione di misure di risanamento sostanziali». Però «sembra che la Finanziaria possa essere sufficiente a evitare un downgrade almeno nel breve periodo». Più cauta Fitch, secondo la quale la Finanziaria 2006 «è meno elettorale di quanto ritengono alcuni e contiene qualche premessa positiva come il contenimento della spesa pubblica», ma potrebbe non essere sufficiente a contenere il deficit. Un po’ la stessa tesi degli economisti Riccardo Faini e Giuseppe Pisauro di Lavoce.info, secondo i quali il rischio è che la patata bollente del deficit passi al prossimo governo. Anche questa tesi è respinta dal governo: «Non ci sono preoccupazioni circa le eredità più o meno pesanti - ha spiegato ancora Vegas - innanzitutto perché le eredità sono conosciute». A differenza di quanto successe con l’ultimo governo dell’Ulivo e la Finanziaria del 2001. Quando - ha ricordato il viceministro - «il Dpef predisposto dal precedente esecutivo per il 2001 predisse un disavanzo, un rapporto deficit-Pil dell’1,4 per cento». Ma poi lasciò al ministro Tremonti appena insediato, il famoso buco sui conti.
Il disegno di legge finanziaria, il decreto legge collegato in materia fiscale e il disegno di legge di bilancio approderanno in aula al Senato venerdì. Nel testo del disegno di legge che i senatori hanno trovato non c’è l’estrazione quotidiana del Lotto e del Superenalotto, contenuta in una delle bozze precedenti. La norma prevedeva che gli appassionati avrebbero potuto giocare i numeri ogni giorno, attraverso Internet, telefoni fissi o mobili e televisione interattiva. Nel testo diffuso a Palazzo Madama la norma viene illustrata nella presentazione del provvedimento complessivo. Ma si tratta di una svista, perché le misure non sono più contenute nell’articolato.