Finanziaria, un tetto per il bonus al bebè

Fiducia a Tremonti. Sì alla porno tax

Antonio Signorini

da Roma

I soldi risparmiati con il rinvio della seconda riforma previdenziale serviranno a ridurre il deficit, non finanzieranno nuove politiche sociali. E il bonus per i nuovi nati non riguarderà i più ricchi. Al vertice di maggioranza è prevalsa la linea di Giulio Tremonti e i partiti della Casa delle libertà hanno preso atto che via XX settembre e Palazzo Chigi sul rigore non vogliono fare passi indietro.
Fiducia a Tremonti. Una linea che ha comportato qualche rinuncia, visto che quasi tutti i partiti avevano auspicato l’utilizzo delle risorse liberate dal rinvio del Tfr per nuove politiche sociali. Ma nonostante questo i leader della Cdl hanno comunque deciso di sostenere il superministro. Al vertice - ha assicurato il vicepremier Gianfranco Fini «c’è stato un apprezzamento della politica di rigore e garanzia» di Tremonti e della sua capacità di «tenere sotto controllo» i conti pubblici.
«Serve grande rigore». Al vertice il ministro ha spiegato che la precedenza va al rispetto degli impegni europei. Serve un «grande rigore», ha detto alla riunione quantificando i risparmi originariamente destinati alla riforma del Tfr e all’agenda di Lisbona, allo 0,4% del Pil. Tutte risorse che dovranno andare a risparmio per garantire il rispetto dell’obiettivo del 3,8% del rapporto deficit-Pil.
Bonus bebè «non per Totti». Al vertice ha partecipato anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che ha affrontato i nodi della politica economica, invitando ministri e partiti a ridimensionare certe richieste, ad esempio sul bonus bebè per il quale ha riproposto una soglia di reddito oltre la quale la sovvenzione non dovrebbe essere erogata. «Dobbiamo trovare un modo - avrebbe detto - se no ci attaccheranno dicendo che diamo il bonus al figlio di Marina Berlusconi o a quello di Totti».
La Finanziaria. La partita del pacchetto famiglia è comunque ancora tutta da scrivere, come dimostra l’emendamento alla Finanziaria che la relatrice Daniela Santanché ha presentato in commissione bilancio. Tra le misure proposte dalla deputata di An c’è il bonus bebè esteso ai secondi figli nati nel 2006 e senza tetto di reddito oltre a misure che erano state accantonate come gli sgravi per le baby sitter e la cosiddetta porno tax, che da ieri fa parte a pieno titolo dell’emendamento del relatore.
Imposte locali congelate. Tutte proposte che dovranno passare al vaglio del governo e poi all’approvazione del Parlamento, a differenza di altre modifiche che ieri sono state licenziate dalla commissione e che quindi hanno un imprimatur parlamentare. Alcune sono importanti come la proroga del blocco delle addizionali regionali Ire e dell’Irap introdotto con un emendamento dell’azzurro Antonio Verro.
Governo giù sul concordato. Alcuni emendamenti approvati ieri potrebbero essere modificati nel passaggio in Aula. È il caso dell’emendamento presentato da Santanché che introduce il concordato fiscale anche per regioni ed enti locali. Il viceministro dell’Economia Giuseppe Vegas si era espresso contro fin da ieri, ma la proposta di modifica è passata con i voti della maggioranza. Confermata la fuoriuscita dal patto di stabilità dei Comuni con meno di 5.000 abitanti. Nella versione precedente erano esclusi dai vincoli di bilancio solo quelli fino a 3.000 abitanti. «È l’unica buona notizia», ha commentato il presidente della Conferenza delle regioni Vasco Errani riferendosi al contemporaneo inasprimento dei vincoli di bilancio per le autonomie introdotto in commissione. Un subemendamento presentato dal governo prevede ad esempio che le spese in conto capitale delle regioni non possano essere superiori, nel 2006, al corrispondente ammontare di spese in conto capitale del 2004, aumentato del 4,8%, contro l’iniziale 6,9%, previsto dal testo uscito dal Senato.