Finanziaria, torna il taglio dell’Irap «Niente tassa fino a 15mila euro»

Antonio Signorini

da Roma

Nella Finanziaria 2006 tornano i tagli all’Irap. Il governo ha preferito percorrere la strada della riduzione del costo del lavoro, tanto che nel testo che l’esecutivo ha consegnato al Parlamento, dell’Imposta regionale sulle attività produttive non c’è traccia. Ma ora un intervento per modificare la tassa introdotta dai governi di centrosinistra e condannata dall’Unione europea è spuntato in tre emendamenti identici presentati da An, Udc e Lega Nord. Lo strumento è quello di un aumento della franchigia, cioè dell’area di reddito d’impresa sulla quale non si paga l’imposta, che potrebbe passare dagli 8.100 euro decisi con la Finanziaria dell’anno scorso (fino al 2004 era a 7.500 euro) a 15.000 euro. La base imponibile massima per far scattare la deduzione massima rimane 180.759 euro.
L’emendamento, prima di avere il via libera del governo dovrà passare l’esame del ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Stessa sorte toccherà alle altre 3.305 proposte di modifica depositate alla commissione Bilancio del Senato dove oggi inizierà l’esame della manovra. Emendamenti vari che vanno da una minitassa sugli Sms a un’imposta sulle bottiglie di plastica proposta dai Verdi, fino alla riproposizione di condoni fiscali, edilizi e previdenziali. Le sanatorie hanno trovato posto in emendamenti di tutti i partiti di maggioranza. Il senatore di Forza Italia Salvatore Marano ha proposto la riapertura dei termini per aderire al condono edilizio fino al 31 dicembre 2007 e di spostare al 30 settembre 2004 il termine entro cui deve essere stata ultimata la costruzione. Un altro emendamento sempre a firma Marano estende la sanatoria anche agli «edifici fabbricati con la sola struttura in cemento armato». Il condono previdenziale proposto da An riguarda solo il settore agricolo, mentre il senatore Udc Maurizio Eufemi vorrebbe regolarizzare tutti i periodi contributivi maturati fino al dicembre 2005.
A proporre una riedizione del concordato preventivo per gli anni 2006-2007 è stato invece il senatore Dc Mauro Cutrufo il cui emendamneto si aggiunge al corposo capitolo tasse. Se la sinistra punta tutto sull’inasprimento delle imposte sulle persone fisiche, abbattute dalla riforma fiscale del governo, i senatori di maggioranza sembrano piuttosto puntare sulle tasse di scopo.
Giuseppe Specchia di An, ad esempio, ha chiesto una sorta di «tassa sulle vacanze» per finanziare infrastutture e restauri dei beni culturali. Il «contributo di soggiorno» è stato criticato aspramente dalle associazioni di categoria e anche dai sindaci delle città d’arte. Ugualmente contestata la proposta di far pagare un centesimo di euro per ogni messaggino di testo inviato dai telefonini. La tassa - si legge nell’emendamento firmato da Giuseppe Valditara di An - ha lo scopo di raccogliere i 300 milioni necessari a finanziare i libri di testo gratis, una delle misure pro famiglia che dovrebbero trovare posto nel pacchetto da un miliardo di euro che oggi Forza Italia e domani tutta la maggioranza metteranno a punto. L’idea di tassare gli Sms non è piaciuta al presidente di Telecom Italia Marco Tronchetti Provera che l’ha definita «una stupidaggine, una sciocchezza di giornata».
Un altro evergreen degli emendamenti che fa capolino anche in questi primo passaggio parlamentare della Finanziaria è quello dei casinò. A richiederne uno per ogni regione sono i senatori di An Giuseppe Specchia e Giuseppe Bongiorno oltre al centrista Luigi Compagna. L’Udc si fa carico anche di riportare nel disegno di legge anche la tassazione sulle rendite finanziarie, bocciata dal governo. In una modifica proposta da Ivo Tarolli dovrebbe passare dal 12 per cento al 20 per cento l’imposizione sui titoli obbligazionari privati (corporate bond) e sui dividendi azionari mentre per i titoli di stato sarebbe introdotta una franchigia di 800 euro. Una proposte simile è stata proposta dai senatori dell’Unione.