Finanziaria, tramonta il concordato fiscale

An ritira l’emendamento. Si fa strada il condono previdenziale voluto da Alemanno

da Roma

Tramonta ancora una volta il concordato fiscale. A sostenere l’idea di inserire nella Finanziaria 2006 questa forma di sanatoria era stato l’esponente di An Maurizio Leo. E ieri è stato lo stesso responsabile fisco del partito di Gianfranco Fini a ritirare l’emendamento, spinto da un invito in questo senso del capogruppo alla Camera Ignazio La Russa («L’emendamento - ha spiegato in una nota - non risulta in linea con l’impostazione più volte ribadita da An e pertanto non sarebbe stato votato dal gruppo parlamentare») e da una dichiarazione del ministro dell’Economia Giulio Tremonti. L’ipotesi di inserire in Finanziaria il concordato fiscale, secondo Tremonti «può avere una logica, ma per i saldi della Finanziaria non serve. Il concordato è una misura una tantum, che non fa manovra e non fa copertura».
Sempre più vicino, invece, il condono previdenziale agricolo che - ha annunciato il ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno - sarà presentato alla Camera sotto forma di emendamento del governo.
Verso una soluzione anche gli altri nodi irrisolti della Finanziaria. Quello aperto dalla sentenza della Corte costituzionale a proposito dei vincoli alle spese delle Regioni, ad esempio. «Tolto questo minimo passaggio credo non ci siano problemi», ha assicurato Tremonti. «La Corte - ha ribadito il ministro - ha detto che i tagli sono consentiti ma non si può dire alle Regioni da dove partire». Alle autonomie locali, quindi, la Finanziaria dirà quanto risparmiare ma non dove tagliare.
Per quanto riguarda il pacchetto famiglia da 1,14 miliardi, il ministro dell’Economia ha confermato che verrà ripristinata la ripartizione inizialmente concordata con la maggioranza e quindi ci sarà il bonus bebè anche per il 2006. «Non c’è problema di nessun tipo nel ripristinare con un emendamento alla Finanziaria l’accordo iniziale tra i leader della maggioranza per il bonus figli nel 2005 e nel 2006».
È escluso, almeno per il momento, che nella manovra finiscano altre misure per la casa oltre a quelli per le giovani coppie, mentre - ha annunciato il sottosegretario al Welfare Grazia Sestini - è possibile una rimodulazione del fondo famiglia per aumentare parzialmente la deducibilità delle spese degli asili nido per le famiglie.
Confermata anche la soluzione al nuovo rinvio della riforma previdenziale che prevede il lancio dei fondi pensione. La decisione sul Tfr è «nelle mani del premier», ha ribadito il ministro del Welfare Roberto Maroni. Il decreto sarà presentato la prossima settimana e non ci dovrebbero essere cambiamenti rispetto al testo originario. Al massimo, ha spiegato Renato Brunetta, consigliere economico di Palazzo Chigi, «ci sarà qualche osservazione ma l’impostazione resta quella».