Finanziaria, tutti i trucchi di Tps per scovare 15 miliardi di euro

Il ministro dell'Economia è sempre più convinto che il 10 settembre non riceverà, da parte dei suoi colleghi di governo, grandi contributi per i risparmi di spesa. Per correre ai ripari sta studiando una &quot;manovra paracadute&quot;, con meno trasferimenti agli Enti locali<br />

Roma - Schegge di manovra in un ministero dell’Economia deserto a metà pomeriggio. Tommaso Padoa-Schioppa, dopo il pranzo a Palazzo Chigi, è sempre più convinto che il 10 settembre prossimo non riceverà grandi contributi dai colleghi di governo per i risparmi di spesa. Anzi. Sa bene che riceverà richieste di maggiori spese.
Così, nei corridoi di Via Venti Settembre - in assenza di indicazioni precise dal vertice politico - sono iniziate a circolare idee, ipotesi, suggerimenti (che ancora non hanno assunto lo status di proposta), orientati a recuperare quei 10-15 miliardi necessari per arrivare a un deficit del 2008 fermo al 2,2% del Pil. Insomma, una vera e propria “manovra ombra”, o “manovra paracadute”, pronta a essere applicata se dai titolari dei dicasteri di spesa non dovessero arrivare consigli sui tagli alla spesa.

Il primo capitolo di potenziali risparmi viene individuato negli enti locali. Sebbene i rapporti con Comuni e Regioni siano ai minimi termini, all’Economia si continuerebbe a pensare a una riduzione dei trasferimenti (3-4 miliardi) agli enti locali. Minori trasferimenti che Comuni e Regioni compenserebbero con un aumento dell’imposizione locale; anche se la riduzione dell’Ici (stimata con un minor gettito intorno al miliardo) potrebbe essere coperta a livello locale con una revisione degli estimi catastali. Analogo ragionamento vale per la Sanità. Sebbene esista un protocollo sulla spesa sanitaria, che dovrebbe mettere il comparto al sicuro da eventuali interventi, non si esclude la possibilità di tagli; anche in questo caso compensati a livello locale da ticket.

Un altro capitolo della “manovra ombra” dovrebbe riguardare l’operazione sul Tfr. Al ministero dell’Economia immaginano che l’operazione abbia dato un gettito maggiore rispetto ai 5 miliardi stimati per quest’anno. E contano di utilizzare questo “extragettito” (ancora tutto da quantificare, ma potrebbe non essere inferiore al miliardo di euro) per recuperare risorse per il 2008.
In assenza del sottosegretario competente alla finanza pubblica (Sartor torna lunedì dalle ferie) circolano anche ipotesi relative alla possibilità di valorizzare ulteriormente il ruolo della Consip: la società pubblica delegata alla centralizzazione degli acquisti della pubblica amministrazione. Se tutte le branche dello Stato facessero riferimento agli acquisti Consip sarebbe possibile risparmiare un paio di miliardi di euro.

La polemica estiva sull’utilizzo delle riserve auree della Banca d’Italia, poi, ha trasmesso in più d’un collaboratore di Padoa-Schioppa la sensazione che in realtà l’orientamento del ministro non fosse quello di mettere realmente le mani sull’oro di Via Nazionale, quanto quello di “invitare” Bankitalia ad aderire a un’operazione finanziaria destinata a ridurre il deficit. Operazione sulla falsariga delle maggiori imposte pagate da Via Nazionale per il trasferimento dell’oro dall’Ufficio italiano cambi alla Banca d’Italia, o dello “swappone” effettuato nella passata legislatura.

Una cosa è certa: al momento circolano solo schegge di manovra. E non potrebbe essere altrimenti. Soltanto il 10-12 settembre il ministro conoscerà formalmente l’andamento della crescita del prossimo anno. E sull’andamento del Pil potrà costruire la manovra. Guarda caso per il 10 settembre sono anche attese le risposte sui tagli ai ministeri dai colleghi di governo.