Finanziaria, Veltroni fa marcia indietro

Claudio Pompei

«Contrordine, compagni: sugli effetti della Finanziaria ci siamo sbagliati e dobbiamo fare autocritica». Al di là del tono scherzoso - ma non troppo - dello slogan che ricorda le vignette del Candido, si registra una decisa correzione di rotta dei giudizi degli enti locali, a cominciare dal Campidoglio, rispetto agli effetti dei tagli decisi dal governo Prodi. Veltroni, forse un po’ infastidito per le critiche rivoltegli martedì scorso dal centrodestra, è passato da una posizione «attendista» a una critica molto severa. «Stiamo completando l’esame della Finanziaria - ha detto ieri - ed emergono moltissime cose che non vanno bene. Complessivamente ci sono dei tagli nei trasferimenti agli enti locali che mettono a rischio i servizi nella loro quantità e qualità».
Certo, non siamo ancora alla minaccia di spegnere i lampioni e chiudere gli asili, com’era accaduto in occasione della Finanziaria targata Tremonti, ma poco ci manca. Tant’è che la posizione di Veltroni ha sorpreso anche diversi esponenti della CdL. «Adesso ci aspettiamo che il sindaco difenda Roma almeno con la stessa veemenza con cui negli anni scorsi ha affrontato i provvedimenti del governo Berlusconi - dice il commissario della federazione romana di An Gianni Alemanno -. I sette miliardi di euro di tagli agli enti locali incideranno pesantemente sulla vita quotidiana dei cittadini ed è arrivato il momento che Veltroni tuteli la posizione della “sua” città contro la manovra varata del “suo” centrosinistra».
Sulla stessa linea il capogruppo di An in Campidoglio Marco Marsilio: «Ora ci aspettiamo dal sindaco un atto di onestà intellettuale. Renda pubblici, con la stessa meticolosa precisione dell’anno scorso, tutti i servizi che verranno tagliati grazie alla Finanziaria di Prodi che lui ha contribuito a mandare a Palazzo Chigi. Aspettiamo di sapere - aggiunge - quante migliaia di lampioni verranno spenti, quante decine di asili e scuole materne chiusi, quante centinaia di anziani fragili lasciati soli, quanti chilometri di strade abbandonate».
Sceglie i toni dell’ironia, invece, il capogruppo di Forza Italia alla Regione Alfredo Pallone: «Al sindaco di Roma un caloroso benvenuto tra noi. Peccato però che i Ds stiano inneggiando a questa miracolosa Finanziaria di “Frodì & Compagni”. A questo punto, qualcuno sta mentendo ai cittadini romani e al Paese intero». Anche l’Udc, con Luciano Ciocchetti, incalza il sindaco: «Veltroni folgorato sulla via di Damasco ammette che nella Finanziaria molte cose non vanno bene. Anche lui si è dovuto arrendere all’evidenza: questa manovra penalizza e rischia di mettere in crisi l’economia degli enti locali».
Il ripensamento di Veltroni, intanto, contagia anche il presidente della Provincia di Roma Enrico Gasbarra, della Margherita, che si spinge ancor più in avanti: «Se non sarà corretta, questa Finanziaria non è solo ingenerosa, ma potrebbe essere letale». «Il taglio di 48 milioni di euro alla Provincia di Roma - spiega il presidente - ci porta di fatto a poter sostenere soltanto le sole spese di personale, luce e telefoni. Saremo costretti a interrompere molti servizi alle persone. I diversamente abili non avranno più il servizio di trasporto, i ragazzi e i pendolari non potranno più usufruire della riduzione del 30% del costo del trasporto pubblico e non potremo più assicurare la rete sociale messa in campo per 500mila persone in difficoltà. Verrebbe interrotta la realizzazione di alcune opere pubbliche e penalizzata l’edilizia scolastica, oltre a una diminuzione delle prestazioni di assistenza specialistica per alunni disabili. Senza quei servizi che gli enti locali assicurano, i deboli saranno più deboli, più soli, più fragili».