Finanziaria verso il sì: respinto l’assalto dei 3mila emendamenti

Deciso il voto di fiducia: giovedì l’ok del Senato. Ancora aperti i nodi Anas ed enti locali. Sinistra e sindacati sul piede di guerra

Antonio Signorini

da Roma

Due voti di fiducia, poi la Finanziaria 2006 potrà concludere il primo giro di boa parlamentare con il via libera dell’aula del Senato. Ieri è iniziata la discussione generale, oggi sarà presentato il maxiemendamento del governo al decreto fiscale (il provvedimento con buona parte delle coperture) e domani toccherà a quello sulla Finanziaria vera e propria. Il voto finale dovrebbe arrivare giovedì, con un giorno di anticipo rispetto alla tabella di marcia. Il governo ha scelto di ricorrere alla fiducia sia per il disegno di legge della finanziaria sia per il decreto fiscale.
I maxiemendamenti sono ormai da quattro anni lo strumento utilizzato per introdurre nella manovra le modifiche concordate dalla maggioranza e anche il modo per aggirare l’assalto alla diligenza che in questo passaggio nell’aula di Palazzo Madama si è concretizzato con la presentazione di 3.100 emendamenti; 2.800 alla Finanziaria e 300 al collegato fiscale.
Sul maxiemendamento al decreto che il governo presenterà questa mattina all’aula del Senato, non ci dovrebbero essere sorprese: contiene la manovrina sui conti del 2005 e alcune misure di quella da cinque miliardi presentata dal governo per compensare le mancate entrate della vendita di immobili pubblici, come la stretta fiscali sui titoli del Tesoro della Bankitalia, il dividend washing e il giro di vite sugli ammortamenti delle imprese.
Ancora aperti alcuni nodi della finanziaria vera e propria. Sembra confermata l’intenzione del governo di concedere al mondo agricolo il condono previdenziale. «Un’operazione complessa, ma con Maroni e Tremonti contiamo di portarla a termine», ha assicurato il ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno. Ancora da definire la riforma dell’Anas, che porterebbe la società fuori dal perimetro della pubblica amministrazione. Ci sono poi le richieste delle amministrazioni locali sui tagli ai trasferimenti e sull’entità del Fondo sociale del 2005.
In via di definizione anche alcuni aggiustamenti dell’ultim’ora, come l’annunciata eliminazione della sovrattassa su cd e dvd vergini e il ripristino dei fondi per i paesi in via di sviluppo. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti starebbe inoltre valutando di eliminare alcune misure inserite nella manovra dai senatori di maggioranza della commissione Bilancio, come l’ingresso dei privati nelle reti dei servizi locali. Tutte queste questioni dovranno essere sciolte tra oggi e domani, per finire nel maxiemendamento del governo che contiene anche la ripartizione degli 1,14 miliardi di euro che la finanziaria stanzia per la famiglia.
Anche ieri sono continuate le proteste delle parti sociali. Il segretario generale della Cisl Savino Pezzotta ha confermato l’intenzione dei tre confederali di fare uno sciopero generale, e il Democratici di sinistra hanno organizzato una protesta contro i tagli al Fondo unico per lo spettacolo, nonostante il governo abbia deciso di eliminare parzialmente il giro di vite, assegnando al Fus circa 100 milioni aggiuntivi. Sempre nei Ds, Franco Bassanini ha sostenuto «il governo approfitterà del maxiemendamento alla Finanziaria per una ruolizzazione massiccia degli staff di ministri e sottosegretari». La maggioranza ha difeso la Finanziaria. Il relatore del decreto fiscale Riccardo Pedrizzi (An) ha parlato di «una manovra responsabile e rigorosa».
Sul fronte degli enti locali, la Conferenza delle regioni ha annunciato una manifestazione contro la Finanziaria per il 10 novembre. I giovani di Forza Italia hanno accusato la sinistra di usare Anci, Upi e Conferenza delle regioni «come una clava contro una finanziaria equa, rigorosa, per nulla elettoralistica, che mira a tagliare gli sprechi».