Finanziavano l’usura con il contrabbando: 13 persone arrestate

La Procura della Repubblica ha disposto 13 ordinanze di custodia cautelare, sei in carcere e sette ai domiciliari, nei confronti di altrettante persone accusate di usura, riciclaggio, truffa e reati tributari. È il risultato dell’operazione Oscar condotta dalla Guardia di finanza del nucleo regionale della Lombardia nelle province di Milano, Como, Sondrio, Brescia, La Spezia, Cosenza e Sassari. Trentadue le persone denunciate complessivamente, undici le società sequestrate insieme a oltre 200mila euro provento di usura. Oltre al riciclaggio e ai reati tributari, all’organizzazione sono contestate truffe per oltre 28 milioni di euro ai danni di società finanziarie.
Le indagini hanno preso il via con l’arresto per riciclaggio nel 2002 di due persone trovate in possesso di denaro contante e titoli di credito per oltre 100mila euro, derivanti dal contrabbando di sigarette.
I finanzieri del Gruppo repressione frodi, hanno quindi ricostruito le varie modalità con cui operava l'organizzazione, dall'introduzione delle sigarette in Italia, alla costituzione di società non operative o all’acquisto di società «decotte» utilizzate per l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, sino al passaggio, nei conti correnti degli arrestati, dei proventi illeciti. Con parte dei soldi ricavati si sviluppava l’usura nei confronti di varie imprese che richiedevano finanziamenti per l'acquisto di macchinari. In un caso un'impresa il cui titolare non è stato in grado di rimborsare il prestito, è stata acquistata dall'organizzazione, svuotata del capitale e dei beni e condotta alla bancarotta.
In particolare nelle province di Milano, Como e Sondrio erano gli studi di commercialisti attraverso i quali aziende in difficoltà ottenevano a prezzi usurari prestiti per far fronte a debiti contratti con società finanziarie. Alcuni dei dipendenti delle finanziarie erano il tramite tra gli imprenditori e l'organizzazione.
Oltre al riciclaggio e a reati tributari, all’organizzazione sono state contestate truffe, per oltre 28 milioni di euro, ai danni di società finanziarie, perpetrate mediante la connivenza di propri dipendenti legati all'organizzazione criminale che consentivano la stipulazione di contratti di leasing relativi a beni inesistenti o utilizzati per più finanziamenti.
Gli arrestati sono stati anche indagati per usura, realizzata mediante l’investimento di parte dei proventi illeciti, perpetrata nei confronti di varie imprese che, necessitando di denaro contante, richiedevano finanziamenti per l'acquisto di macchinari.