Finardi live lega rock e teatro

Dice Eugenio Finardi che «la parola è la cosa più soggettiva che possa esistere», e tuttavia «se le parole le uniamo all’assoluto della musica ecco che di colpo assumono peso, diventano oggettive». E infatti va in questa direzione Suono, nuovo cidì, e divudì, del musicista milanese dopo l’esaltante prova di Il cantante al microfono, poesie e musiche di Vladimir Vysotskij. Qui Finardi torna a parlare di sé, riproponendo dal vivo alcune sue pagine di varia epoca: emerge la sua capacità di mescolare l’asciuttezza del rock col flusso ampio della melodia mediterranea, la declamazione scolpita con una teatralità mai come ora esplicita e catturante. Insomma un disco emzionante, in cui le parole, appunto, si universalizzano nella musica, grazie anche all’apporto d’una band magnificamente in sintonia col suo leader.