Fincantieri e il balletto politico in attesa di un piano industriale

di Giovanni Battista Raggi*

Caro Direttore,
la situazione di Fincantieri sta diventando sempre più esplosiva e questo proprio perché qualcuno pensa davvero come Churchill che «un problema rimandato è un problema mezzo risolto», come citava anche Ferruccio Repetti nel suo articolo del 5 gennaio.
Partiamo dall’ultimo accadimento, ovvero l’occupazione dell’aeroporto Cristoforo Colombo da parte di alcuni lavoratori di Fincantieri: si può capire l’esasperazione e la paura, per altro molto concreta, di chi rischia di perdere il proprio lavoro e la fonte di sussistenza per la propria famiglia, ma questo non può spingerci ad accettare e giustificare la violazione di leggi imperative dello Stato. L’occupazione dell’aeroporto è sbagliata a prescindere perché integra delle fattispecie di reato e questo, in un paese civile, non può essere tollerato. In caso contrario il Paese andrebbe incontro all’anarchia...
Però, per dovere di correttezza, anche in questo caso «ce n’è per l’asino e per chi lo mena»: ed infatti è ormai più di un anno che si parla di Fincantieri e della necessità di un piano industriale che salvaguardi il gruppo e ne garantisca il futuro ed ancora non si è fatto nulla!
Da quello che si sa, l’amministrazione di Fincantieri il piano lo avrebbe anche redatto, ma esso giace su qualche scrivania romana in attesa che qualcuno finalmente lo analizzi e decida se farvi dare seguito o meno. Nel frattempo l’azienda va avanti in una situazione di mercato complessa e con cali di ordinativi, cui si aggiungono i rischi di perdita di ordinativi in caso di aumento delle tensioni con i lavoratori. A questo va aggiunto anche il problema del ribaltamento a mare di Sestri Ponente e le conseguenti strategie per il periodo intermedio della realizzazione dei lavori.
La prossima settimana il Ministro Passera riceverà le parti, ma temo che sia il solito balletto politico: di cosa parleranno, se il piano industriale non è sul tavolo? Assisteremo alle solite manfrine: rassicurazioni generiche, soluzioni inidonee di problemi inesistenti e complicazioni potenziali a problemi semplici. Il miglior campionario a cui siamo ormai tristemente abituati! (...)