Fincantieri guarda alla Marina Usa in asse con Boeing

Fincantieri punta al mercato militare statunitense e stavolta lo fa insieme a Boeing. Le due società proporranno alla Marina statunitense un hovercraft da assalto anfibio per sostituire la sua flotta di circa 80 mezzi oggi in servizio. Un programma da 4 miliardi di dollari che si svilupperà in un decennio. La gara, che vedrà la partecipazione di vari concorrenti, partirà nel 2010. Fincantieri sarà contraente principale con i suoi cantieri Marinette Marine, responsabili per lo scafo e l’integrazione, Boeing si occuperà del sistema di propulsione, più aeronautico che navale.
Con l’acquisizione dei quattro cantieri americani Marinette la società guidata da Giuseppe Bono vuole conquistare una fetta del primo mercato navale militare al mondo e vendere anche all’estero le unità «americane». Un primo programma riguarda le fregate costiere Lcs. Fincantieri, in team con Lockheed Martin, ha costruito una prima Lcs, ne sta realizzando una seconda e compete con General Dynamics per aggiudicarsi le altre 46-50 navi da oltre 400 milioni di dollari che la Us Navy intende acquistare.
Fincantieri vuole compensare la crisi delle navi da crociera e mercantili aumentando l’attività militare: già nel 2009 le navi militari rappresenteranno il 30% dei ricavi, rispetto al 20% del 2008. E per sostenere Fincantieri il governo italiano sta approvando un ordine da 650 milioni di euro per due navi da assalto anfibio per la Marina. Resta, però, il braccio di ferro con i sindacati: la Fiom continua a rifiutare gli aumenti contrattuali offerti da Fincantieri. Ma in gioco rischia di esserci non solo l’integrativo, ma gli stessi posti di lavoro e la sopravvivenza della società.