Fincantieri è nel caos Continuano le proteste Governo: "Serve intesa"

Il ministro Romani: "C’è la necessità di trovare delle
ipotesi di riconversione e di ristrutturazione condivise. Sino a
quel momento i cantieri non si chiudono". Intanto prosegue lo stato di agitazione dei
lavoratori di Sestri Ponente e di Riva Trigoso

Roma - "C’è la necessità di trovare delle ipotesi di riconversione e di ristrutturazione condivise. Sino a quel momento i cantieri non si chiudono". Affrontando il caso Fincantieri, il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani ha ricordato che "la crisi investe con maggiore problematicità Genova-Sestri e Castellammare di Stabia".

In campo anche il governo "Su Sestri è in atto un accordo di programma che vale 300 milioni, condiviso anche dalla Regione Liguria e dal Comune di Genova", ha spiegato Romani. Il ministro dello Sviluppo economico replica anche al leader della Cgil, Susanna Camusso, che sulla situazione della cantieristica ha denunciato un ritardo del governo. "I tavoli ci sono sempre stati", ha puntualizzato Romani sottolineando che adesso si apre "un tavolo di consultazione, di verifica su quelle che possono essere le aree di conversione industriale e le ipotesi di ristrutturazione dell’azienda nel suo complesso".

Domani due ore di sciopero Intanto prosegue lo stato di agitazione dei lavoratori di Fincantieri di Sestri Ponente e di Riva Trigoso, che oggi hanno effettuato due ore di sciopero, dalle 10 alle 12. Domani sono previste ulteriori due ore di sciopero unitario, sempre dalle 10 alle 12, con il sostegno anche "dell’Ascom, dei commercianti e delle aziende di Sestri Ponente", mentre a Riva Trigoso prosegue lo stato di agitazione con scioperi articolati e presidio davanti alla portineria nella giornata odierna.