Fincantieri non chiude, ma alla Fiom non basta

(...) il sindaco Marta Vincenzi e l’assessore provinciale allo Sviluppo economico Luigi Perfigli per discutere del premio di produzione non concesso. Poco prima dell’inizio dell’incontro, scontri e scambi di invettive si sono verificati ai cancelli mentre gli operai venivano fermati per i controlli delle generalità dai funzionari della vigilanza. La rabbia è salita alle stelle quando un gruppo di lavoratori ha cercato di entrare senza attendere l’esito delle verifiche. Due sbarre del passo carraio sono state divelte. Fonti aziendali hanno precisato che il cantiere era stato concesso per un’assemblea interna con l’intervento delle autorità, ma all’ingresso si erano presentati anche tanti dipendenti di altre aziende che non avevano diritto ad entrare. Da qui i controlli. L’azienda ha anche evidenziato come solo la Fiom e le Rsu abbiano cercato di fare entrare persone non autorizzate mentre Fim e Uilm si sarebbero dissociate dall’azione. Alla fine, gli operai hanno forzato il blocco e sono entrati urlando slogan da demagogia vecchio stampo tipo: «Il cantiere è dei lavoratori». «Oggi ci vuole molta disciplina - ha esordito in sala mensa il segretario provinciale della Fiom, Francesco Grondona -. In una fabbrica occupata da cinque giorni l’arrivo del presidente della Regione e del sindaco è un fatto straordinario». Intanto fonti aziendali auspicavano che, viste le aperture dei giorni scorsi, con la concessione di un acconto (300 euro) di una parte del premio di efficienza di 750 euro, le autorità politiche non prestassero il fianco a situazioni che possono diventare esplosive.
Si è pronunciato, infine, con un’auspicata dichiarazione ufficiale, il coordinamento metropolitano del Pdl: «Intendo esprimere - sostiene il coordinatore Gianfranco Gadolla - netto dissenso nei confronti delle posizioni assunte dalla Fiom. La dibattuta questione del premio di efficienza è stata regolarmente concordata con i sindacati, sulla base del raggiungimento di obiettivi discussi e condivisi da entrambe le parti. Il premio di efficienza, costituisce un riconoscimento aggiuntivo ed è svincolato dal premio di produzione, garantito e corrisposto dall'azienda ai lavoratori, indipendentemente dai risultati ottenuti. A questo scenario si aggiunge la benzina gettata sul fuoco da Fiom che, paventando la possibile chiusura dello stabilimento sestrese, ha fomentato gli operai e li ha danneggiati rendendoli vittime di un ingiustificato allarmismo. In un contesto socio-politico in cui un lavoro manca a molti e si parla sempre più di dar valore alla meritocrazia - conclude Gadolla -, la posizione di Fiom rappresenta un inganno per gli operai di Sestri ed una beffa per quelli che, il bonus, l'hanno meritato».