Fincantieri, produzione e ordini in aumento

Congelata, solo per il momento, la procedura di quotazione in Borsa

Andrea Nativi

da Milano

Valore della produzione e portafoglio ordini in aumento per Fincantieri nel 2005, ma utile netto in flessione, a causa del calendario delle consegne delle navi da crociera, ma anche al forte incremento dei costi di materie prime e servizi.
Il consiglio di amministrazione della società, guidato da Giuseppe Bono, ha approvato il progetto di bilancio consolidato, che vede il fatturato in crescita a 2,26 miliardi di euro rispetto a 2,17 nel 2004, un risultato operativo di 111,4 milioni, dopo investimenti in ricerca per 50 milioni di euro contro 135,7, e un utile netto di 51,1 milioni (48,5 per la capogruppo) rispetto a 101,1 nel 2004. È stata proposta la distribuzione di un dividendo di 10,1 milioni di euro, come lo scorso anno, il secondo dividendo nella storia della società.
L’utile dimezzato dipende dalla consegna di due navi da crociera, rispetto alle quattro dell’anno precedente, ma anche dall’aumento di tutti i costi, dall’energia alle materie prime e ai servizi. La fortissima competizione internazionale ovviamente comprime i margini del business civile, che pesa per l’80% della produzione.
Fincantieri è una società sana, da sei anni in attivo, che genera flussi di cassa positivi (disponibilità di 111 milioni di euro) e che ha un portafoglio ordini di 9,3 miliardi di euro (rispetto a 8,5 miliardi) che rappresenta quattro anni di attività. Le prospettive per l’anno in corso sono positive, è prevista la consegna di tre grandi navi da crociera e l’avvio di nuovi programmi militari. Fincantieri mantiene la leadership mondiale nel settore delle navi da crociera e dei grandi traghetti e sta cercando di diversificare l’attività (megayacht) e di crescere nel comparto militare. L’ipotesi di una privatizzazione e di uno sbarco in Borsa rimane quindi sul tappeto, anche se l’operazione è per ora congelata, in attesa delle decisioni del prossimo governo.