«Fincantieri può ripartire grazie a turismo e difesa»

La crisi pesa su Fincantieri. Sul piatto 2.500 licenziamenti e la chiusura di due stabilimenti, uno a Sestri Levante e uno a Castellamare. Ovvio che i sindacati non ci stanno e agitazioni sono previste anche in queste ore. Tra le iniziative anche un incontro, oggi a Roma, tra il commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani, i sindacati e i lavoratori.
Commissario Tajani, che cosa può fare l’Europa per il rilancio di Fincantieri?
«Ovvio che non possiamo sostituirci al governo né alle decisioni dell’azienda, ma abbiamo varato un programma specifico, Leadership 2015, che punta alla distribuzione di fondi per sostenere l’innovazione e la ricerca».
L’Ue è da tempo che vede le sue aziende in crisi, abbattute dai costi contenuti di produzione dei giganti asiatici.
«In questo frangente l’Europa ha riscoperto l’industria, un pilastro saldo su cui poggiare i fondamentali economici di tutti i Paesi. Per questo sono stati varati dei programmi che vogliono mantenere la leadership del Vecchio continente in diversi settori, impedendo anche, come è stato fatto con Prysmian, che aziende dei Paesi emergenti ricche di liquidità acquistino società europee e tutto il loro know-how».
E cosa si potrà fare per questo caso specifico?
«Non c’è dubbio che la cantieristica sia un settore davvero importante per l’Italia che può e deve trovare nuovi sbocchi. L’Ue potrebbe spingere su diversi fronti, ad esempio quello turistico per incrementare le navi da crociera o per l’industria della difesa. E anche in questo caso non c’è dubbio che bisogna aumentare il pattugliamento delle coste per contrastare il fenomeno dell’immigrazione clandestina, ma anche la pirateria (ieri è arrivata la notizia della commessa di due nuovi pattugliatori per il cantiere di Castellamare di Stabia anche se i sindacati non la ritengono sufficiente per mantenere l’occupazione ndr)».
In che modo potrebbe ripartire l’industria cantieristica in Italia?
«Un settore che può essere sviluppato grazie all’eccellenza italiana è quello degli arredamenti d’interni. In questo caso ci sono anche molte medie e piccole imprese da coinvolgere che sono in grado di offrire know how eccellenti».