Fincantieri ritira il piano: stop ai licenziamenti Romani: "Ora tavoli regionali e collaborazione"

Durante l'incontro tra i sindacati e il ministro allo Sviluppo economico, l'ad Bono ha annunciato il ritiro del piano che prevedeva il taglio di 2.550 posti di lavoro: &quot;Così saranno esorcizzate le tensioni&quot;. Subito dopo si è sciolto il corteo di oltre duemila metalmeccanici<br />

Roma - Il corteo dei lavoratori liguri di Fincantieri, che si è tenuto questa mattina da Piramide verso il Colosseo, si è sciolto dopo l’annuncio dell’amministratore delegato, Giuseppe Bono, del ritiro del piano industriale da parte dell’azienda che prevedeva il taglio di 2.550 posti di lavoro. Il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, ha spiegato che a questo punto bisognerà aprire dei tavoli regionali.

Il ritiro del piano Fincantieri ritira il piano industriale ma, avverte, che non esistono ricette miracolose perché le nuove commesse devono essere realizzate a costi competitivi. "Il piano presentato nei giorni scorsi non era una novità per nessuno - ha spiegato ’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono al governo e ai sindacati - sono una persona che si assume le proprie responsabilità ma con gli attacchi subiti da tutte le parti, da destra e sinistra, anche la mia forza viene meno. ritiro il piano e spero che così si possano esorcizzare le tensioni". Fincantieri ha preso atto delle molteplici richieste di ritirare il piano che peraltro nell’incontro del 23 maggio è stato solo illustrato nelle sue linee principali e non consegnato, e pertanto ha annullato il previsto incontro del 6 giugno con le organizzazioni sindacali. Quanto ai "direttori commerciali aggiunti" comparsi negli ultimi tempi l’azienda li ringrazia per la loro buona volontà ma sottolinea che ha sempre risposto alle richieste di offerta anche da parte degli armatori più improbabili. Fincantieri è disponibile a costruire tutte le navi ovviamente potendo recuperare il differenziale di costo oggi esistente con i cantieri del Far East. Nel caso in cui questo non avvenisse Fincantieri dovrebbe portare i libri in Tribunale e dichiarare il fallimento. Auspichiamo che il ritiro del piano possa esorcizzare la crisi mondiale e che da domani possano affluire nuovi ordini in quantità. Con il ritiro del piano, fa sapere l’azienda, Fincantieri pone ora tutti di fronte alle proprie responsabilità, responsabilità che l’azienda si era assunta presentando il piano oggi ritirato.

Il ruolo del governo Uscendo dal tavolo con i rappresentanti dei sindacati e l’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, Romani ha spiegato che il confronto procederà con tavoli regionali e, secondo quanto si apprende da fonti sindacali, ci sarà una nuova convocazione generale nazionale. "Abbiamo avuto un incontro positivo con i sindacati e l’azienda", ha detto Romani sottolineando che "c’è sicuramente una situazione di grave crisi della cantieristica mondiale e l’esigenza di ottimizzare e valorizzare una filiera industriale come la cantieristica". "Oggi - ha aggiunto il ministro - a fronte di una presentazione di un piano industriale che prevedeva una riduzione delle attività soprattutto per Sestri e Castellammare l’azienda ha dichiarato la volontà di voler ritirare il piano. Il Governo ha apprezzato e preso atto della decisione con l’ipotesi di valorizzare risorse e ottimizzare la parte industriale per aprire a nuovi mercati e fare nuove proposte". Il ministro ha poi spiegato che si potranno aprire due tavoli regionali "uno il Liguria e uno in Campania" e ha poi spiegato che già la prossima settimana sarà firmato un accordo di programma in Liguria, a Sestri, per il valore di 280 milioni, "per il ribaltamento a mare".