Fincantieri sbarca negli Usa per crescere nel militare

Fincantieri sbarca negli Stati Uniti con la costituzione di Fincantieri Marine Group, nuova denominazione del gruppo cantieristico Manitowoc Marine Group (Mmg), acquistato per circa 120 milioni di dollari in un’operazione che vede come socio di minoranza il colosso militare statunitense Lockheed Martin. L'acquisizione ha ricevuto il via libera delle autorità statunitensi e Fincantieri ha ottenuto una significativa capacità industriale, in particolare in campo militare, grazie ai 4 cantieri e ai 1.400 dipendenti.
Si tratta di una realtà che vanta una buona tecnologia, una significativa quota di un mercato molto importante e risultati finanziari in costante crescita (nel 2007 il fatturato è stato di 321,6 milioni di dollari). Fincantieri effettuerà investimenti per un centinaio di milioni di dollari per modernizzare i nuovi cantieri e portarli ai migliori standard, commerciali e militari.
Ed è proprio il business militare alla base di questa acquisizione: Fincantieri è infatti partner di Lockheed Martin nella realizzazione delle Littoral Combat Ship (Lcs) per la Us Navy, un progetto da oltre 20 miliardi di dollari, solo per gli scafi. Fincantieri ha collaborato a sviluppare il disegno della nave e ha fornito diversi sistemi (propulsione e stabilizzazione). Una prima unità è stata consegnata a novembre, il contratto per una seconda è imminente. Lockheed Martin e Fincantieri hanno buone probabilità di aggiudicarsi la maggior parte delle altre 51 Lcs in programma, anche se per ogni singolo lotto bisognerà superare la concorrenza del team formato da General Dynamics con il cantiere Austal.
Le Lcs poi già interessano clienti stranieri: Lockheed Martin sta negoziando con Israele un contratto da 2 miliardi di dollari per costruire fino a 4 Lcs e altre 16 navi sono in discussione con altri Paesi. Fincantieri spera di poter costruire in Italia diverse Lcs «export».
L'investimento nel militare americano è cruciale per Fincantieri, che chiuderà il 2008 con ricavi record di oltre 3 miliardi di euro, ma che sta soffrendo per la recessione economica che colpisce le commesse per navi da crociera, traghetto e speciali. Logico quindi puntare sul militare.