Fincantieri, se il Pd vola Basso sulle navi

(...) navi da costruire anche senza ordini di navi, fossero i vecchi compagni alla mariomargini, reduci da altre stagioni di lotte operaie e da altre economie, per cui il mercato e il liberalismo non sono proprio il pane quotidiano. Pensavo che queste posizioni fossero roba da martevincenzi che dichiarano ogni giorno: «Il cantiere di Sestri Ponente non deve chiudere e, al suo interno, non si può prescindere dalla costruzione navale». Pensavo che fossero esclusiva delle robertepinotti che organizzano manifestazioni a Sestri insieme alla presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro e a Fernanda Contri, che ha scoperto improvvisamente una vocazione portuale. Magari per candidarsi alla presidenza dell’Autorità al posto di Luigi Merlo, come raccontano a Roma.
Invece, no. Invece, anche un esponente del Pd giovane, capace, perbene e dalla storia moderata come Lorenzo Basso, storicamente una brava persona, non ha il coraggio di andare oltre queste posizioni di retroguardia. Anzi, se possibile, fa peggio. E, di fronte alle idee ragionevoli di Michele Scandroglio, di Gino Garibaldi e di Renata Oliveri - tre che su questa vicenda non si sono mai particolarmente segnalati per essere cuor di leoni - è insorto come un esponente dei vecchi soviet.
Cosa diceva Scandroglio, insieme ai suoi due colleghi di Pdl? Semplicemente, di dedicare Sestri, almeno in questi anni, alle costruzioni alternative alle navi: piattaforme off-shore per l’eolico, chiatte «Plasmare» per smaltire i rifiuti in mezzo al mare, carceri galleggianti (peraltro affondate lo scorso anno dalla stessa Marta Vincenzi che non trovò di meglio che evocare Alcatraz). Insomma, produzioni innovative con il patto che - qualora il mercato riprendesse - si potrebbe poi tornare alle navi. Niente di rivoluzionario, solo un’idea molto ragionevole, molto scandrogliana, felpata, un po’ cerchiobottista. Certo non da pasdaran dei tagli sociali.
Ma a Basso non è bastato nemmeno questo: per lui a Sestri occorre «continuare a produrre navi. Noi non ci rassegneremo mai allo scenario di Sestri senza navi. E le proposte di Scandroglio mi sembrano campate per aria».
Qualcuno avvisi Lorenzo che, nel frattempo, i coreani si sono aggiudicati due navi da crociera, proponendole al 25 per cento in meno di Fincantieri che già offriva il prezzo migliore di tutta Europa. Qualcuno avvisi Lorenzo che il mondo, purtroppo, è cambiato e - se Fincantieri non differenzia - può tranquillamente chiudere non solo Sestri, ma tutti i cantieri. Qualcuno avvisi Lorenzo che, oltre a quella predicata dai duri dei metalmeccanici della Cgil, un’altra politica industriale è possibile.