Fincantieri, varata la seconda nave per la marina militare dell'India

Cerimonia a Sestri Ponente. La "Shakti" è una nave rifornitrice di squadra, la gemella "Deepak" è in fin fase di allestimento presso i cantieri del Muggiano a La Spezia

Genova - Varata nello stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente la "Shakti" (in sanscrito "potenza"), seconda fleet tanker, nave rifornitrice di squadra, ordinata dalla marina militare dell’India. La nave, lunga 175 metri, larga 25 e alta 19, ha un dislocamento a pieno carico di 27.500 tonnellate, un apparato propulsivo composto da due motori diesel da 10mila kW e può raggiungere una velocità massima di 20 nodi.

Al pari della sua gemella, in fase di allestimento presso i cantieri del Muggiano a La Spezia, la nuova unità ha un sistema propulsivo costituito da un asse dotato di un’elica a pale orientabili, un ponte di volo per l’impiego di elicotteri medio-pesanti (fino a 10 tonnellate) e può effettuare il rifornimento di quattro unità in contemporanea, grazie ai doppi portali. La "Shakti" è in grado di ospitare circa 250 persone, fra equipaggio e personale di supplemento ed è caratterizzata dalla presenza di un doppio scafo per una maggiore protezione delle cisterne di carburante contro i rischi di inquinamento in caso di collisioni o danneggiamenti, in ottemperanza alle nuove norme Marpol sulla protezione ambientale dettate dall’International Maritime Organization.

Si tratta della prima commessa militare assegnata al cantiere di Sestri nell’ambito della redistribuzione dei carichi di lavoro perseguita dal management come risposta alla grave crisi in atto. "Un segno di grande importanza - ha spiegato Alberto Maestrini, responsabile della Direzione Navi Militari - perché dimostra in modo concreto lo sforzo fatto da Fincantieri di ricercare sui mercati esteri nuove commesse che possano compensare, in qualche modo, i carichi di lavoro che non si riescono a trovare sul mercato domestico. La scelta di realizzare questa nave a Sestri Ponente conferma la politica del nostro amministratore delegato di operare come un cantiere unico, suddividendo le commesse acquisite tra i vari cantieri, ovviamente in funzione delle capacità impiantistiche". "Le prospettive per quello che riguarda le commesse militari a Sestri Ponente, dipendono dal mercato - ha concluso Maestrini -. Genova ha dimostrato di saper costruire questa nave in modo ottimale, il problema, ora, è quello di avere nuove commesse da poter distribuire sui vari impianti in funzione dell’ottimizzazione impiantistica e della distribuzione dei carichi di lavoro".

Soddisfatte le autorità indiane, che hanno commissionato la nave. "Si tratta di una pietra miliare della collaborazione, in questo campo, tra la marina indiana e Fincantieri - ha sottolineato l’ambasciatore della Repubblica dell’India, Debabrata Saha - una collaborazione che speriamo possa proseguire e crescere nel tempo".

Curiosa la cerimonia del varo che, prima del lancio della bottiglia sulla fiancata, si è svolta nel segno della tradizione indiana con alcuni riti beneauguranti, come la rottura delle noci di cocco e l’utilizzo di incenso per cospargere la frutta benedetta. Inoltre lo scafo della nave è stato istoriato di simboli spirituali con lo stesso pigmento naturale che viene impiegato per disegnare il famoso "terzo occhio" sulle fronti delle donne indiane.