di fine anno

Alitalia e la rottamazione; l’abolizione delle tasse sui contratti di Borsa e anche un accenno al rifinanziamento delle missioni militari. Per non parlare delle nuove norme sulle espulsioni dei cittadini comunitari. Una fine d’anno da non dimenticare per il governo di Romano Prodi. Dopo mesi di rinvii e gialli, ieri sono stati chiusi diversi provvedimenti importanti per la vita del Paese. Temi che l’esecutivo si è trascinato fino all’ultimo. E così il pronunciamento del governo sulla cessione di Alitalia ad Air France ha trovato spazio nel Consiglio dei ministri piazzato tra Natale e San Silvestro. Stesso destino per il decreto sulla sicurezza. Quello vecchio fu approvato dopo la barbara uccisione di Giovanna Reggiani e accompagnato dal clamore dei media. Poi fu fatto decadere e ieri il governo ne ha approvato uno nuovo. Alla riedizione, anche questa con modifiche sostanziali, degli incentivi all’acquisto di auto è toccata una sorte peggiore: il decreto milleproroghe. Un provvedimento che generalmente serve a rinviare qualche scadenza, ma che da ieri è diventato uno strumento di politica industriale.