A fine aprile Ligresti entra in Impregilo

Si rafforza l’azionariato «industriale» in vista dell’aggregazione con Astaldi

Paolo Stefanato

da Milano

Potrebbe essere chiuso entro aprile l’accordo tra Efibanca e Ligresti per l’ingresso di quest’ultimo in Igli (Gavio, Tesir, Autostrade e, appunto, Efibanca), la holding che controlla il 17% di Impregilo. Il consiglio di Efibanca ha approvato le linee dell’operazione, che è stata affidata al management. Per ora esistono solo intese verbali. La prossima settimana saranno avviati dei confronti serrati, per giungere prima a una lettera d’intenti, poi alla chiusura, presumibilmente tra poco più di un mese. Il gruppo Ligresti già lo scorso anno aveva compiuto mosse di avvicinamento a Impregilo. La metodologia del prezzo è semplice: Igli ha come unica partecipazione Impregilo, che è quotata. Il prezzo di Igli farà riferimento dunque sia al valore di listino (3,75 euro), sia alla plusvalenza implicita nell’opzione call (a partire dal 31 marzo) vantata da Igli sulla quota di Gemina in Impregilo (11,83%); a oggi quest’ultima, secondo le medie ponderate previste negli accordi, vale 3,18 euro ad azione. L’incasso per Efibanca (che fa parte del gruppo Bipielle, impegnato in un generale alleggerimento di partecipazioni dopo la bufera Antonveneta) sarebbe nell’ordine dei 32 milioni. La società manterrà comunque una presenza in Igli del 5%, sia nella convizione che Impregilo sia suscettibile di un’ulteriore valorizzazione, sia per rafforzare la propria candidatura a svolgere il ruolo di advisor nel caso di una ormai probabile aggregazione tra Impregilo e Astaldi. L’ingresso di Ligresti, peraltro, ha una logica anche in questa prospettiva: perché, con un costruttore di vecchia esperienza, si rafforza la presenza industriale in Impregilo (proprio ieri Ligresti è entrato anche nel patto di sindacato dell’Alerion di Giuseppe Garofano). Efibanca è vicina al mondo delle costruzioni anche in virtù della partecipazione del 15% in Ferfina, la holding che controlla il 98% di Condotte; una partecipazione storica, ereditata con l’acquisizione dell’ex Iccri.
Oltre a quello di Efibanca, quale advisor per l’aggregazione tra i due colossi delle costruzioni, si fa il nome di Mediobanca. Visto che l’operazione potrebbe essere svolta con diverse modalità, che è ancora prematuro prevedere, i due istituti potrebbero anche svolgere l’attività in tandem. Ma la decisione non è imminente. Anche perché per il momento la trattativa tra Impregilo e Astaldi «si è svolta solo sui giornali», come si dice negli ambienti delle due società. Il confronto vero non è nemmeno cominciato, sebbene le voci positive siano state concordanti da ambo le parti. Prima dovrà fare una verifica approfondita proprio Igli all’interno del proprio azionariato, anche alla luce di quell’opzione di acquisto sulla quota di Gemina per la quale quest’ultima potrebbe scegliere il pagamento in contanti: circa 150 milioni di euro.