Fine dell’incubo del Catasto patrimoniale

Con il governo Prodi, è caduto - per condòmini, proprietari di casa, risparmiatori - anche un incubo: quello della messa a regime di un Catasto a base patrimoniale. Propiziato dall’Agenzia del territorio (censire i valori è una bazzecola, basta mettere insieme un po’ di ritagli di giornale con offerte immobiliari; per censire i redditi - invece - si richiede una professionalità di riguardo e, soprattutto, un notevole impegno, anche di lavoro), il governo s’è gettato a pesce sull’idea - conniventi i notai, facilitati nei loro adempimenti con un Catasto di questo tipo - per una semplicissima ragione: che in questi anni i valori sono aumentati, e i redditi si sono invece pressoché azzerati. Quindi, a far cassa sono buoni i valori (non certo i redditi).
Naturalmente, in tutti questi mesi (e nonostante reiterati tentativi della Confedilizia) è stato tenuto fuori dalla porta ogni discorso di equità, e anche di coerenza con lo stesso nostro ordinamento tributario, tutto uniformato al criterio della redditualità: per cui non si spiega perché solo i risparmiatori dell’edilizia dovrebbero pagare le imposte sulla base del loro patrimonio (come avviene per l’Ici), e non del loro reddito. Ma tant’è: così si voleva fare per ragioni di cassetta, turlupinando anche qualcuno (che v’è cascato, o ha fatto finta di credere) col dire che i valori patrimoniali sarebbero stati ricondotti a redditi con coefficienti (discrezionali) fissati dal governo (grazie tante, ma che significa?). Allora, tanto vale risparmiare soldi, abolire il Catasto e stabilire le imposte a piacimento. Gli è che, nella passata coalizione uscente, è prevalsa per il Catasto una chiara impostazione antiproprietaria, che ha fatto passare in terz’ordine ogni discorso di giustizia. Ora, però, che l’incubo è passato, occorre pensare seriamente a un Catasto che rispetti i principi del nostro ordinamento tributario, che sia a base - quindi - reddituale (nel senso di redditi veri e reali, censiti sul territorio).
Se l’Agenzia del territorio non saprà farlo, e opporrà resistenze (da incapacità, o da ignavia), si studierà il modo di provvedere diversamente. Ma la via dell’equità e della giustizia, deve essere ripresa. Su questo punto del Catasto a base reddituale, le forze politiche dovrebbero impegnarsi solennemente, e senza giri di parole o altri equivoci.
* presidente Confedilizia