La fine delle cattedre assegnate ai «figli di»

Basta con la gestione «familiare» degli Atenei. Non sarà più possibile a rettori e professori piazzare i propri figli e parenti secondo una concezione feudale dell’università pubblica. Il testo contiene il divieto assoluto di chiamata per i parenti fino al quarto grado, dunque compresi i cugini. La nuova norma prevede che siano esclusi dalla chiamata candidati che siano parenti e affini «fino al quarto grado compreso» con un professore «appartenente al dipartimento o alla struttura che effettua la chiamata o con il rettore, il direttore generale o con un consigliere d’amministrazione dell’Ateneo». In questa stessa ottica il ddl introduce pure l’abilitazione tramite concorso nazionale come condizione per accedere alla docenza prima come associato e poi come ordinario. Sarà una commissione nazionale ad attribuire l’idoneità.