Fine delle trasmissioni: Santoro via dalla Rai

Dal collegio dei sindaci l’ok definitivo all’addio del guru di Annozero. Garimberti non molla: ora collabori

Roma - Tutto secondo le regole. Il collegio sindacale della Rai, formato da Carlo Cesare Gatto (anche consigliere nel board di Eni), dall’avvocato Antonio Iorio e dalla tributarista Maria Giovanna Basile ha giudicato pienamente nelle facoltà del direttore generale Rai i due atti con cui si è chiuso, un mese fa, il rapporto con l’ex dipendente Michele Santoro. L’organo di controllo interno ha così risposto alla richiesta di parere avanzata dal presidente della tv pubblica, il piddino Paolo Garimberti, a sua volta spinto dalle pressioni dei consiglieri di opposizione, da Nervo (Pd) a Van Straten (Pd area Veltroni) fino all’udiccino De Laurentiis. I sindaci di Viale Mazzini ratificano dunque l’uscita di Santoro dalla Rai, accantonando come irrilevanti i dubbi sollevati dai consiglieri di minoranza sull’azione del dg Lorenza Lei, che ha trattato direttamente col giornalista senza passare dal Cda. Per due distinti fascicoli. Il primo, la transazione di tutto il contenzioso aperto tra Rai e Santoro (che ha fatto causa per gli anni di inattività e ha anche impugnato i giorni di sanzione disciplinare dopo il «vaffan... bicchiere» a Masi). E poi l’«esodo incentivato» previsto da una delibera del Cda per dirigenti e direttori, qualifica con cui era inquadrato il conduttore a Viale Mazzini. Due atti che rientrano pienamente nei poteri accordati al direttore generale, anche rispetto ai tetti economici previsti in casi come questo, cioè 2,5milioni di euro (la «liquidazione» di Santoro è inferiore, 2,3 milioni).

Un esito abbastanza scontato per un rilievo privo di basi giuridiche, che serve solo a rilanciare il tormentone Santoro, un caso solamente politico oramai. E infatti sono i consiglieri (politici) dell’opposizione che lamentano, anche dopo il verdetto dei sindaci, che «aver deciso di rinunciare a Michele Santoro è un errore grave, determinerà un danno serio ai conti dell’azienda e mortifica il servizio pubblico che ha come missione la garanzia del pluralismo». L’ordine del giorno di De Laurentiis, che avrebbe impegnato la Rai a cercare strade per far tornare Santoro a Viale Mazzini, è stato bocciato con cinque voti contro e un astenuto (il presidente Garimberti). Come dire: il Cda ritiene impraticabile la rincorsa di Santoro subito dopo averlo liquidato. Ma non si esclude in futuro un rapporto di collaborazione, come fa apertamente il presidente Garimberti: «Ora Rai e conduttore sono liberi da vincoli e si può valutare serenamente se Santoro può fare un programma per il servizio pubblico. Le porte sono aperte e non c’è bisogno di provocazioni e demagogie da un euro». La telenovela continua...

Qualche problema su Fabio Fazio, che comunque ha avuto il via libera del consiglio di amministrazione per le sue due puntate settimanali di Che tempo che fa, il salotto dal cuore tenero su Raitre, per tre anni di seguito (nel dettaglio «64 puntate di Che tempo che fa, 4 speciali annui di prima serata e 4 puntate speciali di prima serata del genere Vieni via con me, format di proprietà della Rai, da realizzare nel secondo e terzo anno contrattuale insieme a Roberto Saviano»). È passata anche la deroga che permette a Fazio di realizzare, a partire dal maggio 2012, un programma su un’altra rete, cioè La7 (probabilmente con Saviano). Quello della consigliera della Lega, Giovanna Bianchi Clerici, è stato l’unico voto contrario uscito dal Cda. «Un conto è un’ospitata televisiva, un altro è andare a fare un programma su una tv concorrente» spiega l’orientalista (è laureata in Lingue e civiltà orientali) del Carroccio. Astenuto il consigliere del Pdl Antonio Verro, il quale teme che il rapporto di non esclusiva fissato con un big come Fazio possa rappresentare «un pericoloso precedente e ciò anche per il paradosso che la Rai dovrà condividere con altre emittenti uno dei suoi volti più noti senza che questa nuova circostanza incida minimamente sul compenso complessivo percepito dall’artista» (che rimane invariato, 2 milioni di euro spalmati sui tre anni).

La deroga è stata leggermente ridimensionata rispetto alla bozza iniziale, che la estendeva all’intero triennio dell’accordo. L’altra novità riguarda Vieni via con me che si potrà fare dalla stagione autunnale 2012. Su un altro tema spinoso, la tutela legale per Report, il Cda ha rinviato la discussione, come pure per la Dandini. Mentre vara la nuova potentissima direzione, quella Intrattenimento, che va ad un decano Rai: Giancarlo Leone.