Fineco e il «private», gli imprenditori clientela di elezione

Cresce la domanda di consulenza non solo finanziaria. Nuove e più sofisticate esigenze

Massimiliano D'Amico

Il private banking italiano è in un trend di crescita costante. Stando ai dati dell'Associazione Italiana Private Banking dell'aprile scorso, dal 2007 al 2017 il patrimonio gestito dalle banche e dalle strutture che si rivolgono alla fascia di clientela più facoltosa (500mila euro) è più che raddoppiato, passando da 387 a circa 800 miliardi registrati al 30 settembre scorso. Malgrado numeri in costante crescita, c'è ancora un 28% di famiglie italiane con disponibilità finanziarie superiori a 500mila euro che non è ancora presidiato dalle strutture private che operano nel Paese.

Va da sé che il private banking di Fineco si sta muovendo con decisione sui clienti acquisiti e quelli potenziali, puntando su un'offerta di servizi distintivi. «I nostri clienti di fascia alta apprezzano particolarmente il servizio di consulenza a parcella, pensato con l'obiettivo di aumentare la trasparenza ed eliminare alla radice i possibili conflitti di interesse», spiega Carlo Giausa, direttore investimenti e private banking di FinecoBank. Come per le altre strutture attive nel private banking, gli imprenditori rappresentano la clientela d'elezione anche per Fineco, che si sta muovendo per venire incontro alle nuove e sempre più sofisticate esigenze di questi profili.

«Tra la nostra clientela private di estrazione imprenditoriale notiamo una crescente domanda di consulenza non solo finanziaria, ma soprattutto su temi di natura corporate e sul passaggio generazionale. Per questi clienti proponiamo una consulenza a tutto tondo, offrendo servizi più specifici come l'affiancamento nei casi di M&A, gli investimenti alternativi o le soluzioni personalizzate nell'ambito insurance, oltre che l'accesso a fonti di finanziamento alternative rispetto al canale bancario», chiarisce Giausa. In tema di corporate advisory, l'offerta di Fineco parte dalla maggiore consapevolezza evidenziata dai clienti-imprenditori sulla necessità di fornire alle proprie imprese una governance solida, che possa favorire un percorso di crescita strutturato. Per efficientare tutti questi processi, da tempo Fineco ha scelto di investire sull'innovazione. «Abbiamo interpretato la tecnologia - precisa Giausa - come un fattore in grado di esaltare la componente umana: per questo motivo, l'elemento tecnologico permette ai nostri banker di offrire servizi di qualità elevata alla clientela di fascia alta, mettendo comunque al centro della relazione l'uomo».

Minimizzando la componente burocratico-amministrativa del lavoro grazie alla digitalizzazione dei processi operativi, il banker di Fineco può infatti dedicare il proprio tempo al suo compito più importante: la relazione con il cliente. «Concentrandosi sulle sue necessità, comprendendone gli obiettivi, le esigenze, l'orizzonte temporale di investimento e la propensione al rischio, i nostri private banker possono elaborare una pianificazione finanziaria personalizzata», conclude Giausa.