Fini: "Accertare le responsabilità" Il vescovo Molinari: "Sì all'inchiesta, ma non si fermi la ricostruzione"

Il presidente della Camera: "La vicenda abruzzese deve indurre gli
amministratori, chi governa ed i parlamentari a non transigere nella
prevenzione e nel rispetto delle regole. Se ciò non avviene, le
conseguenze le vediamo tutti&quot;. Il vescovo dell'Aquila: &quot;Giusto accertare le colpe, ma pensiamo anche a ridare casa a chi l'ha persa&quot;.<strong> <a href="/a.pic1?ID=345017" target="_blank">Scossa di terremoto in Piemonte: 3,9 gradi</a></strong>

Scansano (Grosseto) - Gianfranco Fini considera "giusto il sentimento che si accertino eventuali responsabilità" dei danni provocati dal terremoto in Abruzzo. "La vicenda abruzzese - spiega il presidente della Camera intervenendo alla festa nazionale dei piccoli comuni - deve massimamente indurre gli amministratori, chi governa ed i parlamentari a non transigere nella prevenzione e nel rispetto delle regole. Se ciò non avviene, le conseguenze le vediamo tutti. Sono angoscianti e provocano il giusto sentimento di chiedere l'accertamento di eventuali responsabilità ".
"Ognuno ha la responsabilità di rispettare e di fare davvero rispettare le regole che il Parlamento dà alla comunità nazionale, magari dopo un grande dibattito ed un aspro confronto": lo dice il presidente della Camera Gianfranco Fini riferendosi, alla festa nazionale dei piccoli comuni, alla vicenda abruzzese. "Le vicende - spiega Fini - come quella dell'Abruzzo, anche se tragiche, devono insegnare qualcosa. Le regole date dal Parlamento perché le costruzioni vengano realizzate nel rispetto dell'ambiente ma soprattutto in modo da limitare riducendolo quasi allo zero i rischi presenti in un paese con un assetto idrogeologico come l'Italia vanno applicate".

Il vescovo Molinari: sì ma l'inchiesta non fermi tutto  "Vanno bene le inchieste ed è giusto che se ci sono delle responsabilità vengano accertate, ma l'importante è che questa attività non ostacoli o, peggio ancora, blocchi la ricostruzione, che è la cosa più importante per l'Aquila e per i suoi abitanti". Monsignor Giuseppe Molinari, arcivescovo dell'Aquila, non vuole interferire nelle questioni politiche. Accetta però di intervenire nel dibattito che si è aperto ieri su "inchieste e ricostruzione" per rivolgere a tutti un invito a non perdere mai di vista la priorità vera di questa emergenza: "I cittadini che non hanno più una casa e la città che deve essere ricostruita". Il presidente Napolitano ha affermato che i danni del sisma sono stati aggravati da avidità e disprezzo delle regole: "Ha fatto bene a dirlo - osserva l'arcivescovo, che è originario proprio dell'Aquila - si vede che ha informazioni precise. O magari faceva un discorso più generale. Io non ho elementi per esprimermi su questo e anche sui media vedo che le opinioni sono molto contrastanti".

Anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha detto che bisogna accertare le responsabilità: è giusto indagare sui crolli? "Certo", risponde all'ANSA Molinari. "Io penso che se ci sono responsabilità devono essere evidenziate e che se qualcuno ha sbagliato deve pagare, ma che tutto questo avvenga senza sposare mai tesi politiche. Non vorrei che anche questo fosse di ostacolo alla ricostruzione". L'ideale sarebbe - afferma l'arcivescovo a proposito della parole di Berlusconi, secondo cui "ben venga l'inchiesta, ma concentriamoci prima sulla ricostruzione" - che l'aspetto dell'accertamento giudiziario e quello della ricostruzione "procedano di pari passo. Ma l'inchiesta non deve diventare un ostacolo: se per andare a fondo in un'indagine fino all'ultimo millimetro si blocca tutto, allora no. Ormai, purtroppo, la tragedia c'é stata e bisogna pensare a chi ha perso la casa. Bisogna pensare a far rinascere questa città, a cominciare dai giovani, dall'Università. Perché non si realizza un bel campus?".

Sempre il presidente del Consiglio, a proposito del terremoto, ha invitato i giornali "a non riempire le pagine dei giornali di inchieste". Che ne pensa l'arcivescovo dell'Aquila? "Io credo che sia giusto dare conto anche di questo aspetto - risponde mons. Molinari - ma anche qui è questione di buon senso, di equilibrio. Non si può vedere solo questo problema e trascurare quello che è più importante. Del resto - conclude amaro l'arcivescovo - la giustizia italiana è sotto gli occhi di tutti: ci sono inchieste che durano decenni, paralizzano tutto. Se succede così anche con l'Aquila siamo fritti".