Fini in Afghanistan Napolitano: "Italia unita sulle missioni"

Il presidente della Camera è atterrato in mattinata all’aeroporto di Herat per
raggiungere i militari della missione Isaf. Al momento sono 1.700 i soldati italiani a Herat su
circa 2.200 che operano in Afghanistan

Herat - Una visita inaspettata a ridosso delle feste natalizie. Un saluto sincero a chi, ogni giorno, mette a rischio la propria vita per portare la pace in Afghanistan. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, è atterrato questa mattina all’aeroporto di Herat per raggiungere i militari impegnati nella missione militare Isaf in Afghanistan.

Una visita inaspettata Viaggio lampo del presidente della Camera, Gianfranco Fini, in Afghanistan per gli auguri di fine anno ai militari italiani impegnati nella forza internazionale di assistenza e sicurezza, Isaf, a direzione Nato. Fini è giunto ad Herat alle 10:30, ora locale (le 7:30 in Italia) con un C-130 dell’Aeronautica militare da Dubai. Ad accogliere il Presidente della Camera il generale Paolo Serra, comandante della brigata alpina Julia e responsabile della regione occidentale dell’Afghanistan, e l’ambasciatore italiano a Kabul, Claudio Glaentzer. Il presidente di Montecitorio ha passato in rassegna un picchetto d’onore di tutte le varie componenti delle Forze Armate presenti ad Herat.

La presenza italiana in Afghanistan Al momento sono oltre 1.700 i soldati italiani ad Herat su circa 2.200 che operano in Afghanistan. La gran parte del contingente è al momento formato dagli Alpini della Julia. La situazione nella zona di Herat è delicata come in tutto l’Afghanistan, in seguito alla forte ripresa di iniziativa da parte dei talebani. Dall’inizio della missione in Afghanistan, nel 2004, sono tredici i militari italiani caduti durante lo svolgimento del servizio nel Paese asiatico. Con il Presidente della Camera sono presenti due parlamentari: Gianfranco Paglia, l’ex maggiore dei paracadutisti rimasto gravemente ferito in Somalia, per il Pdl e Rosa Villecco Calipari del Pd. 

Fini conferma l'impegno Il presidente della Camera ha rivolto "a nome di tutto il popolo italiano" gli auguri di Natale ai soldati italiani impegnati nella base di Camp Arena ad Herat. La terza carica dello Stato ha sottolineato: "Poche volte un presidente della Camera può parlare a nome di tutti gli italiani. Questa è una di quelle occasioni: vi voglio ringraziare per quello che fate per adempiere al mandato internazionale sottoscritto dall’Italia". "È un impegno che viene onorato - ha aggiunto Fini - con grande professionalità ed umanità: la cifra che distingue un soldato italiano da uno straniero è proprio la capacità di unire professionalità ed un rapporto di rispetto verso la pubblica opinione locale". "Vi ribadisco l’apprezzamento di tutto il popolo italiano e vi rivolgo sinceri auguri per l’imminente Natale e auguri per il 209 che vi vedrà tornare in patria e vedrà altri proseguire il vostro impegno", ha detto Fini. "In Afghanistan - ha riconosciuto il presidente della Camera - c’è ancora molto da fare, bisogna portare il popolo da livelli tribali e medievali alla possibilità di conquistarsi un avvenire migliore. Questo può avvenire solo se gli afgani lo vogliono e credo che gli afgani vogliano uscire dalla fase passata del buio del Medioevo". "Servirà ancora tempo e ancora uomini - ha concluso Fini - ma sappiamo che l’obiettivo potrà essere raggiunto. Abbiamo la consapevolezza che la pace non si conquista quando finisce la guerra ma quando si raggiunge l’armonia sociale". 

Napolitano: "Paese unito" "Nel nostro Paese, spesso aspramente diviso sul piano politico è larghissimo il consenso che si esprime in parlamento, anche in quest’anno difficile di elezioni e tra i cittadini per il senso dell’impegno dei militari impegnati all’estero e per il modo in cui assolvete tale impegno". Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in videoconferenza dall’aeroporto di Centocelle del Coi (Comando operativo di vertice interforze) con i militari impegnati all’estero ai quali ha rivolto gli auguri per le festività natalizie.