Fini all'Udc: "Cdl da Napolitano Disdicevole chi non sale al Colle"

Dopo la cena ad Arcore con Bossi e il sì della Lega, domani il leader del centrodestra incontra il presidente di An per concordare la strategia. Ma Fini preannuncia il suo appoggio a Berlusconi: "Doveroso vedere il Capo dello Stato per riferire della situazione". Ma c'è il no di Cesa e Casini, che replicano: "E' solo propaganda"

Roma - Mentre il leader della Casa delle Libertà Silvio Berlusconi si prepara a incontrare domani i presidente di An Giafranco Fini e a chiedere un colloquio al Quirinale, l’Udc mette in guardia dal "tirare per la giacca" il presidente della Repubblica. "Il risultato delle elezioni amministrative, lo sfilacciamento del governo e la progressiva consunzione della maggioranza sono sotto gli occhi di tutti - annuncia in un comunicato Michele Vietti, portavoce nazionale dell’Udc - Perciò non è necessario tirare per la giacca il Capo dello Stato. Il governo Prodi si manda a casa in Parlamento e non al Quirinale".

Cena con Bossi Dopo aver incontrato ieri sera il capo della Lega Nord Umberto Bossi, Berlusconi, che torna oggi a Roma, riunirà domani alle 14 i coordinatori regionali del suo partito, Forza Italia - riferisce un portavoce dell’ex premier - e alle 17 vedrà poi Fini. Al centro delle discussioni, ovviamente, il risultato delle elezioni amministrative, che nel secondo turno di ieri hanno confermato l’avanzata del centrodestra, anche se l’Unione ha replicato che dal voto non è venuta nessuna "spallata" al governo. Come già accaduto negli ultimi mesi, sembra improbabile invece un vertice anche con l’Udc, non solo perché Pierferdinano Casini è in viaggio da oggi negli Stati Uniti, ma anche perché i centristi hanno detto da tempo che la Cdl è finita.

"Saliremo al Colle" Nei giorni scorsi Berlusconi aveva detto che dopo i ballottaggi sarebbe salito al Colle per dire a Napolitano che la maggioranza di centrosinistra non è grado di governare. In precedenza e aveva annunciato una simile intenzione già dopo il primo turno. L’ipotesi di elezioni anticipate trova in disaccordo l’Udc, che vorrebbe un governo di large intese per varare alcune riforme condivise prima di votare.

Fini attacca l'Udc "È naturale e doveroso che l’opposizione salga al Quirinale per denunciare al Capo dello Stato la pericolosa situazione in cui si trova il Paese" dice Gianfranco Fini al termine dell’esecutivo del partito. Secondo il leader di An sarebbe "disdicevole" se il centrodestra non salisse unito al Quirinale per "denunciare" lo stato in cui versa il Paese. "È una situazione pericolosa, perchè l’attuale esecutivo sta mettendo a rischio la credibilità delle istituzioni". "Ho parlato questa mattina con Casini e Cesa - spiega Fini - e mi sembra che al momento non ci siano le condizioni per valutare positivamente l’ipotesi di una posizione unitaria di tutta l’opposizione per denunciare al presidente della Repubblica uno stato di cose".

E il governo Fini spiega la strategia della Cdl: "A Napolitano diremo che questa grave situazione è determinata da due fattori: il blocco dell’attività del Parlamento ed una prassi secondo la quale al Senato il Governo, sempre in affanno numerico, è sotto ricatto perché il voto al governo è una occasione per ottenete dall’esecutivo ciò che si vuole. Il governo è debole, arrogante, arroccato, come dimostrano il caso Speciale e quello di Petroni alla Rai. L’allarme per l’antipolitica e il distacco dei cittadini dalle istituzioni che cresce nel Paese proprio a causa di tale debolezza ci preoccupano fortemente. Nel rispetto delle prerogative costituzionali del presidente della Repubblica, andremo a riferirgli il nostro giudizio, perchè tragga le sue conseguenze". Alle domande dei giornalisti Fini precisa quindi che il Capo dello Stato "non ha bisogno di consigli, per noi è doveroso esporgli le nostre valutazioni".

L'Udc: "E' solo propaganda" Per Pierferdinando Casini l’iniziativa di Berlusconi e Fini di salire al Colle per chiedere le dimissioni del governo Prodi "è solo propaganda". Questo il commento del presidente dell’Udc che è a Washington per incontrare la presidente del Congresso, Nancy Pelosi. Rispondendo al commento di Fini, Casini ha precisato: "C’è il momento della propaganda e c’è il momento della serietà e dell’azione. Il governo Prodi prima se ne va meglio è. Ma non cadrà per la propaganda, ma per un lavoro parlamentare ai fianchi che si deve fare. Io polemizzo solo con Prodi - ha proseguito il presidente dell’Udc - non polemizzo con gli altri amici dell’opposizione. Ma constato che i governi non sono mai caduti per la propaganda. Con la propaganda i governi stanno in piedi e prosperano. Mentre credo che oggi si debba operare in parlamento per creare una alternativa al governo Prodi facendo appello anche a quei moderati che stanno pagando un prezzo troppo alto per il sostegno al governo. Quei moderati - ha concluso - che dai Dico ad altre tematiche sono con noi". Cosa ci vuole, allora, gli è stato chiesto, per farla salire al Quirinale? "Per ora sono salito al Campidoglio - ha risposto Casini indicando la cupola del Congresso americano - accontentiamoci...".