Fini: "Le amministrative avranno un significato politico"

Il leader di An: "Non c’è dubbio che il dato diventa politico quando votano 12 milioni di italiani". Sulla riforma elettorale: "La soglia del 3-4% è necessaria perchè al di sopra di questa si capiscono quali sono
gli interessi generali del Paese. Non possiamo permetterci di avere partiti che
rappresentano solo se stessi"

Como - Il voto delle elezioni amministrative va letto come un importante segnale politico. L’opinione di Berlusconi è condivisa dal leader di An Gianfranco Fini, intervistato a Como in una conferenza stampa pubblica. «Non c’è dubbio - ha detto Fini - che il dato diventa politico quando votano 12 milioni di italiani». Tuttavia il leader di An ammette che «la frammentazione di liste rende difficile la lettura politica». «Se come credo - ha aggiunto - il voto sarà favorevole al centrodestra e punitivo per il centrisinistra chissà cosa accadrà in quella armata Brancaleone» al governo. Secondo Fini non è detto però che questo porterà a una crisi nel governo che probabilmente «tamponerà la falla con una pezza a colori» ma sicuramente «la campanella dell’allarme rosso nella maggioranza inizia a suonare»

"Necessario sbarramento al 3-4%" «La soglia del 3-4% è necessaria perchè al di sopra di questa si capiscono quali sono gli interessi generali del Paese. Non possiamo permetterci di avere partiti che rappresentano solo se stessi». Lo ha detto il presidente di An, Gianfranco Fini, parlando a Como ad una manifestazione elettorale.

"D'Alema ha mascherato la verità" Fini è ritornato sull’intervista di ieri di D’Alema, secondo il quale c’è il rischio di un sentimento di antipolitica tra la gente: «D’Alema una cosa giusta l’ha detta, ma ha cercato di mascherare la verità. Non c’è un sentimento di antipolitica, ma un sentimento contro la politica del centrosinistra e del governo Prodi». «Anch’io - ha proseguito Fini - credo come D’Alema che bisogna evitare la proliferazione dei partitini, perchè allora sì che la gente avrà un risentimento contro la politica perchè la vedrà solo come una somma di egoismi». Secondo Fini l’antidoto a questo proliferare di piccoli partiti c’è: «Se vedete i tavolini dove raccolgono le firme per il referendum fermatevi».

"Bilancio negativo per il governo" Quello dell’attuale governo, ad un anno dal suo insediamento, «è un bilancio negativo non solo per l’Unione ma anche per tanti elettori del centrosinistra che non credono più alle promesse di Prodi e del suo governo». Lo ha detto Fini, Presidente a Vicenza durante un comizio. Per Fini il governo «trova unità solo nel disfare le leggi fatte dalla Cdl e nell’attaccare Berlusconi». Nel corso del comizio, attaccando la Finanziaria voluta dal governo di centrosinistra, Fini ha sollevato il problema del prelievo fiscale. «Operai ed impiegati - ha sottolineato - nell’ultima busta paga hanno trovato meno euro che a gennaio grazie al combimato disposto di aliquote e addizionali».

"Unicredit? Sinistra interventista" L’intelaiatura fra politica e finanza è piuttosto evidente soprattutto nella sinistra italiana che «ha una certa tendenza a un iperattivismo anche nel rapporto tra politica, economia e finanza». Il leader di An non ha commentato direttamente la fusione Unicredit-Capitalia, ma ha glissato la domanda parlando genericamente del binomio potere-banche. «La politica deve rimanere neutra - ha detto Fini - dalle aggregazioni o dai conflitti. La politica deve fare le regole, dunque il centrodestra non credo che sbagli a rimanere neutro. Noi abbiamo una cultura per la quale il mercato è libero di stabilire le regole». Atteggiamento diverso a sinistra che «tende a essere più interventista. A sinistra - ha concluso Fini - ci sono tanti moralisti che danno lezioni a noi mentre dovrebbero guardare la trave nei loro occhi e non la pagliuzza nei nostri».

"Tesoretto, il contentino a tutti non soddisferà nessuno" Le cinque priorità dell’utilizzo dell’extragettito fiscale indicate dal governo seguono «la logica del contentino a tutti e alla fine non sarà soddisfatto nessuno». Fini ha rivendicato i meriti del centrodestra per quanto riguarda il gettito fiscale maggiore del previsto: «Non è vero, come dice la sinistra, che i conti erano in dissesto», e che «come avevamo detto e previsto la riduzione delle aliquote ha determinato un comportamento virtuoso nel tempo, cioè in presenza di aliquote più giuste la gente ha pagato il giusto».

"Nel futuro della Cdl una federazione sul modello dell'Ue" Per il futuro del centrodestra Fini propone una federazione sul modello dell’Unione Europea. «In Italia c’è bisogno di un sistema bipolare e non bipartitico e per un rafforzamento del centrodestra e del bipolarismo penso che la cosa migliore - ha spiegato Fini - sia una federazione che sia diversa dal partito unico o dall’accordo elettorale». «Per questo -ha sottolineato - penso ad un modello tipo quello dell’Unione europea, un modello con alcune decisioni che vengono delegate alla federazione ed altre che rimangono ai partiti».