Fini arriva il 31 marzo, Berlusconi ad aprile

Gianfranco Fini il 31 marzo. Silvio Berlusconi probabilmente qualche giorno dopo. Sandro Biasotti pronto a organizzare una mega convention per dire che gli arancioni ci sono e fanno sul serio. Poi gazebo, manifestazioni, campagna elettorale porta a porta, rigorosamente minuscolo, perché più che le apparizioni tv saranno importanti i contatti con la gente per strada, ai mercati, sui posti di lavoro. Il Popolo della Libertà è partito a testa bassa verso il 13 aprile. Ieri tutti i candidati a Camera e Senato, con l’eccezione dei super big nazionali Berlusconi, Fini, Scajola e Fiamma Nirenstein, si sono ritrovati nella sede di viale Brigata Bisagno per pianificare ogni strategia comune. Una maratona che partirà sabato 15 marzo alle ore 15 ai Magazzini del Cotone, con la presentazione ufficiale dei candidati alla presenza di Claudio Scajola, ma che sarà preceduta già domani da un incontro a Roma con tutti coloro che in Italia correranno per il Pdl.
In questo mese di intenso lavoro che si concluderà a Genova l’11 aprile con una grande manifestazione, probabilmente alle ore 18, ci dovrà però essere spazio anche per un appuntamento molto sentito dai liguri e che non sembra avere una stretta attinenza con le elezioni politiche. Tutti i candidati infatti saranno impegnati, ai gazebo come in tutti gli altri point che verranno allestiti, nella raccolta firme per la promozione del referendum contro la legge regionale che tutela e favorisce i clandestini. All’incontro di ieri era presente anche l’ex candidato sindaco di genova, Enrico Musso, capolista del Pdl al Senato dopo che il suo nome sembrava destinato a un’amara esclusione. A rivendicare l’avvenuta candidatura, e ancor più in un ruolo chiave come quello del capolista, è arrivata ieri la ferma presa di posizione di Isabella De Martina, appena nominata coordinatrice per la Liguria dei Liberaldemocratici di Lamberto Dini e che farà campagna per il Pdl. «Di due cose vado particolarmente fiera - fa sapere la De Martini -. Di aver tenuto lontano dalle liste del Pdl personaggi che nulla avevano a che spartire con questa formazione e con il mondo del centrodestra, e poi l’aver ottenuto la candidatura del professor Musso». Il primo affondo è tutto riservato al suo ormai ex grande rivale nella formazione diniana, cioè a Rosario Monteleone appena scelto come capolista alla Camera per l’Udc. Una scelta che ha creato non pochi malumori nel partito. Domani sera il coordinatore regionale Sergio Cattozzo ha riunito l’esecutivo per dare importanti comunicazioni e per valutazioni della situazione politica. Umberto Calcagno invita invece ad attendere nuove evoluzioni sul caso Monteleone, che al momento resta nella maggioranza di Claudio Burlando in Regione, cioè alleato con la sinistra più radicale. «Monteleone è un vecchio democristiano come tutti coloro che si riconoscono nell’Udc - spiega - Ma conosce anche obiettivi e posizioni del partito che, come ribadito di recente a livello nazionale, resta antitetico alla sinistra. Aspettiamo a dopo le elezioni, poi valuteremo il caso ligure».