Fini arriva a Genova e cambia i candidati

I candidati di An li sceglie Gianfranco Fini. In persona. A Genova. Seduto alla scrivania del gruppo regionale. E salta pranzo per mettere le cose in chiaro, per riequilibrare il partito, diviso dopo il congresso provinciale che ha eletto Gianfranco Gadolla al posto di Alfio Barbagallo. Un congresso che aveva rimesso in discussione persino le candidature forti di An, quelle già decise prima della «conta» interna. Ancora recentemente, quando gli alleati della Casa delle Libertà avevano chiesto di «chiudere» la partita dei candidati presidenti nelle circoscrizioni, Gadolla aveva preferito prendere tempo, a costo di non confermare definitivamente Francesco Carleo a Levante, l’ex maresciallo dei carabinieri di Nervi per «comandare» la nuova circoscrizione da strappare alla sinistra.
Ieri Fini, in via Fieschi, non ha usato mezze parole. Congresso o meno, Carleo deve essere il candidato presidente del centrodestra. Altrimenti il segretario provinciale è autorizzato (o meglio, è tenuto) a far saltare gli accordi con gli alleati. La candidatura di Carleo è diventata la priorità di An a Genova. Il presidente nazionale ha poi continuato la carrellata sulle candidature contese. Per il consiglio comunale c’era la «grana» dei capolista. Fini ha deciso di mettere ai primi tre posti gli «uscenti», con la prima posizione per il capogruppo Gianni Bernabò Brea (area Plinio-Barbagallo) e poi Giuseppe Murolo e Aldo Praticò (legati a Gadolla). Ma capolista saranno anche, subito dopo, Mario Sossi e Graziella Quattrocchi, gli altri nomi eccellenti indicati dalla precedente dirigenza. Poi si seguirà l’ordine alfabetico.
Altro «scontro» era sui candidati alla Provincia. Per il collegio di Nervi c’è stato un terremoto. Gadolla aveva già annunciato nei giorni scorsi con un comunicato ufficiale la scelta di Luigi Costa. Fini ha detto no: il candidato sarà Alberto Paganini. Un punto a favore della linea Plinio. Mentre le scelte di Gadolla sono state confermate su Recco-Camogli: il camogliese Agostino Bozzo lascerà spazio al recchelino Giuseppe Rotunno. A Rapallo c’era la diatriba sul capolista: a contendersi i galloni di «capitano» di An erano Gianni Arena e Umberto Amoretti. Fini ha deciso di presentarli entrambi come capolista, dando solo la precedenza al «gadolliano» Arena per anzianità di partito. Un intervento, quello di Fini a Genova, durato un’oretta, ma tutto teso a riportare equilibrio nel partito e a non buttare via il lavoro fatto da Barbagallo prima del congresso pur rispettando l’esito della «conta». Con un’avvertenza per entrambe le correnti: saranno chiamati tutti a rispondere delle scelte fatte. Le battagli di Nervi e Recco devono essere vinte.