Fini attacca a tutto campo: An fermerà il Vassallum, legge truffa

Il leader di Alleanza nazionale contro il dialogo tra Veltroni e Berlusconi sulla riforma delle legge elettorale: &quot;Così in Parlament non passerà, faremo ostruzionismo. An mai nel Pdl&quot;. Dure critiche al Cavaliere: &quot;Da lui aspettiamo risposte, non anatemi&quot;. Poi sprona i suoi, in difficoltà dopo le defezioni verso il partito di Storace e lancia &quot;Alleanza per l'Italia&quot;.<strong> </strong><a href="/a.pic1?ID=226392" target="_blank"><strong>Forza Italia insorge: &quot;E' un intervento distruttivo, nulla è condivisibile&quot;</strong></a>. <a href="/a.pic1?ID=226396" target="_blank"><strong><font color="#ff6600">E il Pd lo attacca: &quot;Invece di demolire faccia una proposta&quot;</font></strong></a>

Roma - Per la prima volta Gianfranco Fini, parlando all'assemblea di An riunita all'Ergife, a roma, dice a chiare lettere "l'ostruzionismo" del suo partito nei confronti della riforma elettorale Vassallo "una autentica legge truffa che vedrebbe la dura opposizione di An e di tutti, perché reagirebbero anche Bossi, Casini, Bertinotti e tutti coloro che nel Pd non digeriscono l'archiviazione del bipolarismo".

"Una legge così in Parlamento non passerà mai" Se Berlusconi pensa di fare l'asso pigliatutto degli elettori di centro destra con una legge come la Vassallo è meglio che se lo tolga dalla testa - puntualizza Fini - perché una legge siffatta in Parlamento non passerà mai". Fini è ancora più chiaro quando aggiunge che "con i tempi che ci sono l'opposizione di An può arrivare fino all'ostruzionismo e se un gruppo come il nostro si mette di traverso con la solidarietà degli altri di leggi elettorali di quel tipo non se ne fanno". Quindi Fini spiega che "per An non è inaccettabile il proporzionale, ma una legge che lasci le mani libere prima del voto e in base alla quale se i due partiti maggiori prendono 100 mila voti hanno tre deputati, mentre gli altri partiti con 100 mila ne hanno uno. La legge elettorale deve essere bipolare e riprodurre nel numero di seggi parlamentari il reale consenso che ogni partito ha nel paese".

"An no si scioglie, mai nel Pdl" Spero che sia per tutti chiaro che, almeno per me, non esiste alcuna possibilità che Alleanza nazionale si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi, del quale non si capiscono valori, programmi, classe dirigente. Non ci interessa la prospettiva di entrare in un indistinto partito delle libertà". Gianfranco Fini sottolinea di avere usato "parole volutamente chiare" per chiudere la porta in faccia a Berlusconi, che lo invita ad entrare nella sua nuova creatura politica. "Non per ammutinamento, non per lesa maestà lo avevo invitato sul 'Corriere' e su 'Repubblica' a dialogare sulla legge elettorale a riconoscere gli errori di noi tutti, e fare un salto in avanti e non cambierei un solo aggettivo, una sola parola di quelle interviste che non erano sbagliate, ma soltanto da fare prima". "Lui che adesso accetta di discutere sulla legge elettorale, ci ha risposto senza rispetto - va avanti Fini - e quasi sfidando il ridicolo ci ha detto 'ho fondato il Pdl, scioglietevi, bussate, venite e vi sara' aperto...' comportarsi in questo modo non ha a che fare con il teatrino della politica, significa essere alle comiche finale".

"Da Berlusconi aspettiamo risposte" "Noi aspettiamo da Berlusconi risposte - afferma ancora Fini - e speriamo davvero che risponda invece che lanciare anatemi o peggio intimidire gli alleati. Ma deve essergli chiaro che l'unità nel centrodestra deve necessariamente comportare la difesa del bipolarismo, altrimenti non si archivia solo il centrodestra ma anche quel valore dell'unità che si dice di voler difendere". E' Berlusconi, continua Fini, che "si assume la responsabilità di mandare a pezzi la Cdl e soprattutto di dividere il popolo di centrodestra a cui noi continuiamo a credere oggi. Perché io condivido quando lui dice che dobbiamo restare uniti, ma come intende garantirla questa unità? come si fa ad essere uniti quando si propone un'annessione al Pdl, quando si dice di considerare chiusa la stagione del bipolarismo, quando si annunciano mani libere e assenza di vincoli di coalizione, di programmi comuni, di indicazione diceva che il maggioritario è una religione laica".

"Chiesi la federazione nel 2006" Per sostenere di aver sempre creduto all'unità del centrodestra e di crederci ancora Fini dà pubblica lettura, durante l'assemblea nazionale di An, di una lettera riservata a Silvio Berlusconi del 14 dicembre del 2006. Dodici giorni dopo la straordinaria manifestazione di San Giovanni, che aveva riunito in piazza il 2 dicembre il popolo del centrodestra. "Lui mi rispose che avevo ragione - afferma Fini dopo aver letto la lettera - mi disse prima che voleva fare di più, che voleva fare il partito unico e poi ammise che non poteva farlo perché due partiti, Udc e Lega, erano contrari". "Ora Berlusconi, che tutto è tranne che uno sprovveduto, come può pensare che chi era contrario alla Federazione oggi faccia addirittura salti di gioia per entrare nel partito unico che lui, senza avvertire nessuno, ha annunciato di fondare dal predellino di una macchina?".

"Serve Alleanza per l'Italia" "In attesa che Berlusconi, se lo vorrà, risponda ai quesiti politici che oggi gli abbiamo posto, Alleanza nazionale non deve sentirsi assediata dagli eventi, deve avere idee, progetti e proposte e andare avanti per la sua strada". Gianfranco Fini chiude la sua relazione all'assemblea nazionale del partito e sprona la destra ad essere riferimento per tutti gli elettori , cercando il dialogo con tutti gli interlocutori alternativi alla sinistra". "Si è aperta una fase nuova, confusa e delicata dove tutto è in movimento e occorre avere idee chiare e strategia, perché per Alleanza Nazionale può determinarsi anche una positiva fase di crescita da guardare con ottimismo". Ma la destra, afferma Fini, per crescere dovrà avere idee e progetti. Un banco di prova importante sarà la Conferenza di Progetto di Milano, dal 7 al 9 febbraio, che sarà intitolata Alleanza per l'Italia. Da Milano la destra dovrà far arrivare al paese il suo contributo con un documento, spiega Fini "non chiuso e autoreferenziale, pensato da noi non per An ma per il nostro paese".