Fini: "Base Usa, da Prodi una colossale bugia"

L'ex ministro degli Esteri smentisce il premier, che aveva detto di non essere stato informato dei piani Usa sull'ampliamento della struttura militare. Sul rifinanziamento della missione in Afghanistan: "La Cdl non andrà in soccorso alla maggioranza". I comitati di Vicenza per il referendum: "Chiediamo al governo di tornare indietro e di far decidere i cittadini"

Roma – “È grave la colossale bugia che Prodi ha detto quando ha affermato che il nostro governo non lo aveva informato sull'ampliamento della base di Vicenza”. Lo ha detto il presidente di An Gianfranco Fini. “Bastava che prendesse visione di quello che è stato comunicato al parlamento. La posizione della sinistra radicale sulla base Usa di Vicenza conferma che le accuse di Berlusconi al governo dell' Unione di antiamericanismo è fondata”. L’ex ministro degli Esteri si è detto comunque convinto che su questo tema “non si arriverà al redde rationem. Sono bandiere ideologiche che vengono alzate da questo o da quel gruppo della Maggioranza”. A chi gli chiedeva una previsione sul comportamento della maggioranza in merito al rifinanziamento della missione in Afghanistan Fini ha così risposto: “L'opposizione è certamente favorevole al mantenimento del nostro impegno internazionale in Afghanistan. Vedremo in Parlamento quale sarà l' atteggiamento dei gruppi radicali che certamente non avranno il coraggio di andare fino in fondo”. «Non è compito dell'opposizione - ha aggiunto il leader di An - andare in soccorso della maggioranza quando si tratterà di rifinanziare la missione contestata dalla sinistra radicale. La maggioranza - si è domandato Fini - c'è ancora su questo tema? Sono convinto che le minacce di Rifondazione comunista e della sinistra radicale sono armi spuntate. Can che abbaia non sempre morde”. Anche il capogruppo dei deputati di Forza Italia al parlamento europeo, Antonio Tajani, sottolinea le profonde divisioni che stanno dilaniando la maggioranza sulle delicate questioni di politica estera: “Ancora una volta esplodono le contraddizioni del governo Prodi che compromettono l'immagine dell'Italia sul palcoscenico internazionale. Anni di lavoro del governo Berlusconi, che avevano portato il nostro Paese a giocare un ruolo di protagonista serio ed affidabile, rischiano di essere vanificati dai ricatti della sinistra radicale ormai sempre più arbitra dei destini di un governo debole e incapace di avere una vera politica estera”. Intanto, tra i ministri del governo, c’è chi prova a gettare acqua sul fuoco, nel difficile tentativo di spegnere le polemiche. La decisione presa dal premier di dare il via libera all'ampliamento della base Usa a Vicenza “è un errore”, ma la questione non sarà affrontata in Consiglio dei ministri “perché il governo non deve decidere nulla”. Lo ha affermato il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, aggiungendo che la questione non avrà ricadute sul rifinanziamento della missione in Afghanistan. “Sono due cose diverse - dice Ferrero - io penso che l'ampliamento della base Usa sia un errore, poi si deve discutere di come si riesce ad uscire dal mandato dell'Afghanistan”. Solo ieri, però, delusi dalla decisione di Prodi in merito alla base di Vicenza, i Verdi avevano preannunciato battaglia sulla missione dei soldati italiani a Kabul.

I Comitati pro referendum I rappresentanti dei cittadini di Vicenza che si battono per il referendum sull'allargamento della base, chiederanno al sottosegretario Enrico Letta che il governo torni indietro rispetto all'assenso espresso l'altro ieri da Prodi. "Al governo chiediamo di riconsiderare quanto ha detto l'altro ieri - ha preannunciato Stefania Stefani - spinto da un'urgenza che finora non sembrava esserci. Forse il governo - ha aggiunto - non ha avuto in mano tutti gli elementi, vista la fretta che gli ha messo l'ambasciatore Spogli. La base avrebbe un impatto devastante e pericoloso sul territorio e sarebbe pericolosa per la sicurezza della città".