Fini chiama Berlusconi: c'è chi avvelena il clima fra noi

Lungo colloquio telefonico tra il leader di An e quello di Forza Italia. Fini: "Non ho motivo di dubitare della sincerità della smentita da parte del Cavaliere delle frasi a lui attribuite contro di me". Il leader della Cdl: "Mi attribuiscono falsi pensieri, tutti i miei alleati sono indispensabili"

Formia - Lungo colloquio telefonico, di oltre venti minuti, tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi, per un chiarimento fra i due alleati, dopo le parole attribuite dal quotidiano "Libero" al Cavaliere sul leader di An.
A informare della telefonata è lo stesso Gianfranco Fini, a Formia per un’iniziativa ambientalista. «Non ho motivo di dubitare della sincerità della smentita di Silvio Berlusconi - spiega ai cronisti Fini - e mi ha fatto piacere che Berlusconi mi abbia confermato personalmente al telefono che non capisce perché c’è qualcuno che vuole avvelenare il clima nel centrodestra».
Questa mattina, il quotidiano diretto da Vittorio Feltri, aveva attribuito a Berlusconi alcuni ragionamenti sul leader di An, sulla capacità di tenere insieme Alleanza nazionale e sul rapporto con gli alleati. Sempre in mattinata, l’ex premier aveva smentito le frasi che gli erano state attribuite.

Berlusconi: mi attribuiscono cose mai dette nè pensate «Mi attribuiscono dichiarazioni, come purtroppo comincia ad avvenire troppo spesso, non solo nei confronti dei miei avversari, ma anche nei confronti dei miei alleati, che non ho mai pensato nè detto». Già questa mattina Silvio Berlusconi aveva smentito le frasi a lui attribuite, di critica a Fini. «Il mio comportamento - prosegue l’ex premier - è esattamente l’opposto: è quello di tenermi vicini e stretti il più possibile tutti i miei alleati, tutti indispensabili al centrodestra per essere maggioranza». Per natura e per abitudine - puntualizza ancora Berlusconi - non parlo mai male di nessuno e soprattutto non metto mai il naso in casa degli altri. È ora di finirla con questa realtà romanzesca delle frasi che mi vengono attribuite e che non ho mai detto e che, ripeto, non ho mai detto nè pensato».